E’ Lars Ytting Bak il vincitore della dodicesima tappa del Giro d’Italia, da Seravezza a Sestri Levante. L’esperto corridore danese della Lotto Belisol si è imposto sul traguardo di Sestri Levante al termine di una fuga, precedendo di una manciata di secondi Sandy Casar (FDJ-Big Mat) e Andrey Amador (Movistar). Rodriguez (Katusha) conserva la maglia rosa.
Si arriva in Ligura con una tappa di media montagna, la dodicesima, da Seravezza a Sestri Levante (155 km). Dal chilometro 50 in poi in pratica non ci sarà più pianura: in sequenza La Foce (4a cat., 3,6 km al 5,9%, max. 9,0%), Valico Guaitarola (3a cat., 9,8 km al 6,2%, max. 10,0%), Valico la Mola (2a cat., 9,2 km al 5,2%, max. 10,0%) e quindi Villa Tassani (3a cat., 5,0 km al 5,9%, max. 11,0%), quest’ultimo a soli 11 km dal traguardo. Sulla carta una frazione mossa, adattissima a fughe da lontano. A renderla ancora più dura, ci hanno pensato gli atleti che sono subito partiti fortissimo, percorrendo più di 49 km nella prima ora, rendendo naturalmente difficile la nascita di una fuga da lontano. Il tentativo buono è nato sulle rampe della salita di La foce con Ivan Santaromita (BMC Racing) Sandy Casar, Andrey Amador, Lars Bak, Michal Golas (Omega Pharma Quick Step), Amets Txurruka (Euskaltel Euskadi) e Jan Bakelants (Radioshack Nissan), raggiunti, qualche chilometro più tardi, anche da Jackson Rodriguez (Androni Venezuela) e Martijn Keizer (Liquigas Cannondale). L’attacco non sembra avere il benestare del gruppo, o meglio della Farnese Vini-Selle Italia: la squadra di Scinto, priva di uomini in fuga, si è messa ad inseguire i battistrada, ma dopo qualche chilometro all’inseuguimento si è rialzata e la fuga ha preso il largo, con la Katusha di Joaquim Rodriguez che si è disinteressata a tirare nonostante davanti ci fossero uomini come Casar e Santaromita, con un ritardo di poco superiore ai quattro minuti in classifica generale. Di fatto, il vantaggio dei fuggitivi è arrivato a 7’ ai piedi del Valico La Mola, fin quando la Liquigas non ha preso in mano le operazioni, riducendo lo svantaggio. Golas e Rubiano i più attivi per la classifica della maglia azzurra ed è il primo a vincere i primi tre Gran Premi della Montagna, alla Foce, sul Valico Guaitarola e sul Valico La Mola. Su quest’ultima salita ha tentato anche un’azione solitaria, staccando dapprima i suoi compagni di fuga, per essere ripreso e staccato ai piedi della salita di Villa Tassani. Dopo qualche chilometro si stacca anche Keizer. Ai 2 km restano in sei a contendersi la tappa, con Casar e Santaromita a respirare aria “rosa”, Il gruppetto tentenna, nessun accordo: è l’ideale per Lars Bak che ha piazzato un potente allungo e, sfruttando le sue doti di passista, è riuscito a resistere alla rimonta del gruppo inseguitori, cogliendo una delle vittorie più belle della sua carriera. In precedenza, sulle rampe della salita di Villa Tassani, scatto nel tratto finale portato da Paolo Tiralongo (Astana) e Damiano Cunego (Lampre ISD), ma la Liquigas ha prontamente ricucito lo strappo. Rodriguez resta in maglia rosa, Casar e Santaromita irrompono di prepotenza nei primi dieci, consapevoli che sabato cambierà tutto, soprattutto la loro attuale posizione in classifica.
Andrea Cardinale
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