Il senatore Marcello Dell’Utri è stato il “mediatore” dell’accordo protettivo per il quale Berlusconi pagò alla mafia “cospicue somme” per la sua sicurezza e quella dei suoi familiari. Lo ha scritto la Cassazione nelle motivazioni depositate della sentenza che ha annullato con rinvio la condanna per concorso esterno a Dell’Utri.
I giudici, nella sentenza 15727 di 146 pagine, spiegano che in maniera “corretta” sono state valutate, le “convergenti dichiarazioni” di più collaboratori sul tema “dell’assunzione, per il tramite di Dell’Utri, di Mangano ad Arcore, come la risultante di convergenti interessi di Berlusconi e di Cosa Nostra”. Provata anche la “non gratuità dell’accordo protettivo, in cambio del quale sono state versate cospicue somme da parte di Berlusconi in favore della mafia”.
Per quanto riguarda l’assunzione del mafioso ‘Stalliere’ Mangano alla villa di Arcore, ad avviso della Suprema Corte il dato di fatto “indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti, è stato congruamente delineato dai giudici di merito come indicativo, senza possibilità di valide alternative, di un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri che, di quella assunzione, è stato l’artefice grazie anche all’impegno specifico profuso da Cinà“.
Silvio Berlusconi pagò Cosa Nostra, per assicurare la sua protezione e quella dei suoi cari, in base ad un intento originato “da uno stato di necessità per l’imprenditore“. La Cassazione spiega che l’accordo con il sodalizio mafioso era “volto a garantire la “libertà di movimento e di iniziativa” a Berlusconi e “il vantaggio economico personale e del gruppo, per Cosa Nostra“.
E l’appello bis del processo per concorso esterno che la Corte d’Appello di Palermo dovrà rifare nei confronti del senatore Marcello Dell’Utri, potrebbe non cadere in prescrizione. Secondo la Cassazione, infatti, si potrebbe applicare “il regime della prescrizione antecedente alla riforma del 2005 che valorizza il reato continuato“. Così i termini della prescrizione cambierebbero “in pejus” per Dell’Utri e la prescrizione non cadrebbe nel 2014. (ANSA)
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