E’ appena terminata l’ultimo referendum , e non facciamo appena in tempo a discuterne, che è iniziato un nuovo referendum, forse più complicato del precedente, perchè basato su valutazioni metagiuridiche, più che su dati reali. Non c’è un partito, un uomo politico che nelle ultime 72 ore non abbia
espresso il proprio giudizio sul Ministreo dell’Economia Tremonti. La domanda è sempre la stessa: Tremonti è bravo o non è bravo, nel fare rispettare i conti pubblici italiani, tenendo a bada chi vuole tagli forti alle tasse? Senza ombra di dubbio gli uomini del PDL, sono solidali con il Ministro , sottolineando come grazie ad una politica di contenimento non si è caduti nella situazione greca e portoghese, e lo confermano anche le principali agenzie di rating internazionali. C’è poi la Lega Nord , che ormai ha deciso che per salvare la sua immagine, deve dissociarsi dall’operato di Berlusconi e Tremonti, arrivando a dire che ora basta aspettare, bisogna tagliare le tasse, come se fino ad oggi , Tremonti avesse mantenuto non il più grande debito pubblico d’Europa sotto controllo, senza aumentare la pressione fiscale con tagli alla spesa pubblica, ma divertendosi a torturare gli italiani non applicando volutamente tagli. Dalla parte dell’opposizione, non mancano gli elogi del PD, e del Terzo Polo a Tremonti, auspicando così una rottura nel Governo, così grave da fare cadere le camere. Un gioco d’astuzia dell’opposizione, che spera di uscire vincente anche da questo referendum. Se invece di giocare al giochino del referendum fittizio, ci si basasse su dati reali, si capirebbe come Tremonti è stato molto bravo fino adesso, e ora darà vita a una riforma fiscale senza deficit ( vedere qui). Una riforma che non solo è sostanzialmente reale, ma che formalmente cercherà di rilanciare le quote del Governo e dei partiti della maggioranza. Siamo già pronti a sentire al congresso di Pontida della Lega, minacce di ogni tipo al Ministro, così quando la riforma sarà fatta, potranno vantarsi di essere stati decisivi ancora una volta. Chissà quando la politica italiana, smetterà di essere in campagna elettorale, e deciderà che è ora di governare il paese.
13/06/2011
Valerio Orlando
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