VITERBO Aggressione fascista a tutti gli effetti quella che si è verificata in mattinata durante il Festival “Caffeina”. Il direttore artistico dell’evento, nonchè direttore de Il Futurista, Filippo Rossi, è stato letteralmente preso a calci e pugni da uno squadrone di militanti di CasaPound che ha fatto irruzione nel cnetro organizzativo dell’evento culturale in corso a Viterbo, presso via Pellegrino. I militanti fascisti del terzo millennio sono stati guidati nella spedizione pnitiva dal loro leader Gianluca Iannone che, dopo aver avvicinato il malcapitato Rossi, gli ha sferrato un violento pugno al volto facendolo capitolare al suolo. In quel preciso istante è entrato in azione un altro squadrista che ha provveduto a scalciare l’uomo colpito. Le motivazioni del gesto sono da ricercarsi nelle prese di posizione anti CasaPound che Rossi aveva manifestato. Sostegno da parte di Gianfranco Fini, di cui Rossi è stretto collaboratore, e Roberto Saviano.
LE DICHIARAZIONI Lo sfortunato ideatore di Caffeina ha precisato: <<La cosa più brutta è che è stata invasa la sede di ‘Caffeina’, un luogo di allegria, in cui si dà vita a cose belle. Un luogo dove c’erano ragazzi di appena quindici anni. Il mio primo pensiero va proprio ai volontari di ‘Caffeina’. Alcuni hanno addirittura cercato di reagire. Un mondo lontanissimo ci ha invaso e aggredito>>. Dal canto suo, Gianluca Iannone, leader di CasaPound, ha risposto tra il faceto ed il letterario: <<Quante storie per uno schiaffone futurista. Da Filippo Rossi, che si ispira a coloro che volevano esaltare ‘l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno’, non ce lo saremmo aspettato”. Continua poi minimizzando l’accaduto: <<Uno schiaffone, come quello di Umberto Boccioni a Ardengo Soffici, che il direttore de ‘Il Futurista’ dovrebbe conoscere bene, niente di più, altro che spedizione punitiva. Una discussione tra vecchi amici che amici non sono più, in cui la ricerca di un chiarimento verbale è finita in un gesto di marinettiana memoria, dopo che Rossi, che più volte è venuto a CasaPound a parlare, ha ripetutamente diffamato il nostro movimento in maniera del tutto pretestuosa. Uno schiaffone può far male, ma un occhio nero passa in fretta. A Rossi voglio dire che altrettanto male possono fare la penna e le parole, ma gli effetti delle ingiurie durano più a lungo>>. Resta l’amarezza per un gesto partito da chi, a quanto pare, solo nella violenza e nelle minacce sa trovare argomenti per farsi rispettare e conoscere.
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