L’occidente europeo esulta per la morte di Gheddafi. Il colonnello è stato ucciso oggi, dopo 8 mesi di combattimento contro i ribelli e le forze della NATO. La Nato che ha avuto un ruolo determinante per le sorti della guerra, dato che sarebbe finita prima ancora di cominciare, se la città di Misurata non fosse stata protetta a suo tempo dai caccia europei. Esalta Sarkozy, esulta Berlusconi, esultano in particolare le società energetiche della Total e dell’Eni che vedono finalmente una piena tranquillità per operare come un tempo e magari anche meglio. Esultano anche gli amanti della democrazia, convinti che ora la Libia sarà un paese libero dal tiranno, del resto è una moda lanciata nei paesi del nord Africa da qualche mese a questa parte. Abbattere un tiranno per poi mettere un Governo fantoccio, o magari un bel esercito come in Egitto, è un vero segnale di democrazia. Mi sfuggono francamente le differenze con le operazioni USA in Iraq e Afghanistan, tanto criticate dai pacifisti e dalle democrazie europee. Ci vantiamo di avere esportato la democrazia in Libia, in cambio chiedendo il rispetto dei contratti petroliferi, contando le migliaia di morti civili avvenute durante la guerra ( oltre 20 mila). Di queste vittime molte causate da attacchi aerei Nato , su presunti obiettivi militari. Il bello è che la missione ONU, prevedeva la salvezze del popolo libico. Chissà forse quello viveva nelle città ancora sotto il potere di Gheddafi, non meritavano la “democrazia” europea. A questo punto possiamo dire che è morto un dittatore, ma il perchè è stata fatta questa guerra, non è semplice da trovare, visto e considerato che la Libia aveva il pil pro capite più alto dei paesi nord africani. Ma forse la risposta è più semplice di quello che si possa pensare, ossia PETROLIO.
20/10/2011
Contribuisci a questa notizia: contatta la redazione per inviare materiale o segnalare errori.








