Guardo come chi si affaccia alla finestra, e vede la morte di un uomo senza potere fare nulla, le immagini impietose che ci giungono dalla Somalia . La Somalia terra di nessuno da oltre 20 anni, è teatro di guerre che hanno portato allo sfinimento la popolazione. Guerre tra signori della guerra, che oggi hanno il nome di Corti islamiche ( governo ufficiale negli ultimi anni) e Al-shabab, gruppo estremo islamico. Il Governo attualmente appoggiato dalle forze militare kenyote, cerca di sopprimere il gruppo estremo di cui sopra, ma con conseguenze tragiche per la popolazione civile. Il reddito pro capite è di 600 dollari, la quinta nazione meno sviluppata al mondo. In tutto questo abbiamo 1 milione di sfollati, ammesso che gli altri 9 milioni di abitanti, si possano considerare residenti in abitazioni umane, e un’attività delle Nazioni Unite minima. Pensate che sono stati stanziati 70 milioni di dollari per la crisi umanitaria che sta vivendo questa nazione. Pensate che gli americani bombardando la Libia con 200 missili tomahawk, hanno speso 200 milioni di dollari. Numeri inquietanti che fanno riflettere molto sul funzionamento dell’Onu e della FAO. Agli inizi del 1990, per chi non lo sapesse vi fu un’operazione , denominata UNISOM sotto egida Onu, che terminò con la famosa battaglia di Mogadiscio, ripresa dal film Black Hawk. Una missione che aveva l’obiettivo di uccidere il dittatore ADDI e ripristinare l’ordinare. La missione fini nel più totale fallimento, a causa della poca voglia di impegnarsi, perchè le vittime riportate dagli USA e dalle altre nazioni europee, furono considerate troppe, e pochi sarebbero stati gli introiti successivi. Questa è la triste realtà. Da allora gli aiuti che arrivano in questa terra, sono sempre pochi, e quelli che arrivano vengono spartiti e controllati dai gruppi terroristici della zona, e perfino dagli uomini governativi, molto corrotti come si può ben pensare. L’unico interesse su questa terra è dato dalla presenza di gruppi terroristici islamici, per cui sono impegnati spesso soldati USA delle portaerei nella zona, per attacchi mirati, SPEED-TOUCH. Oggi guardiamo la Somalia come si assiste alla morte di una vittima della camorra, chiedendoci che forse sarebbe necessario un intervento dello Stato, insomma rimaniamo alle parole. Come direbbe il grande Troise, ” Non ci resta che piangere”, ma forse vista la siccità in quelle terre, non ci sono manco più lacrime.
30/10/2011
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