Succede un po’ di tutto a Padova nel match clou della diciottesima giornata di Serie B. Primo tempo dominio perentorio per i biancoscudati fino al 40’, poi match equilibrato fino al goal di Ruopolo e poi Toro raggiante e pericoloso, ma Perin salva più volte il risultato. Nella ripresa si spegne più volte la luce, ben quattro volte, quanto basta per rientrare anzitempo negli spogliatoi. Domani il recupero dei restanti 15’ di gioco alle ore 14:30.
E’ il principale match clou del diciottesimo turno di Serie B, la quarta forza del campionato contro la capolista: Il Padova di Dal Canto si prepara ad accogliere il Torino (che proprio oggi compie 105 anni) all’Euganeo forte di una serie di cinque gare in cui ha raccolto otto punti. Non male per i patavini che, a parte il passo falso due turni fa, hanno mostrato molta combattività e voglia di imporsi. La squadra di Dal Canto con una vittoria potrebbe sperare, risultati degli avversari permettendo, di diventare la prima inseguitrice proprio del Torino attualmente in allungo verso il titolo di campione di inverno. Il Torino, dal canto suo, cerca un gran colpo per scattare in una fuga che psicologicamente escluda le inseguitrici dall’insidiare il suo primato di classifica. Un pareggio è certamente un risultato possibile anche perché s’incontrano due squadre in grandissima forma e provenienti da buone prestazioni. A campi invertiti per il Padova forse sarebbe una impresa troppo ardua, ma in casa anche contro il Torino la squadra di Dal Canto può veramente dire la sua. L’avvio è da fuori d’artificio: la prima palla goal è dei padroni di casa, ma Cacia sciupa già dopo due minuti dal fischio d’inizio, per poi ripetersi cinque minuti più tardi. Così nei primi dieci minuti di gioco si vede un Padova splendido e caparbio, un Torino sofferente e Ventura furente per il comportamento dei suoi. Al 15’ Legati è costretto ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco causa problemi muscolari che l’hanno reso fortemente in dubbio alla vigilia del match: al suo posto entra Donati. La sostanza non cambia, il trend iniziale è confermato: è il Padova a fare la partita. I granata faticano ad imbastire un’azione degna di questo nome; la prima occasione granata è di Stefanovic al 17’, ma è poca roba rispetto a questo Padova ben organizzato, nonché ordinato e coraggioso sulle fasce. Insiste più volte, costruisce, spreca anche, è pericoloso, anche nella Fase di studio del match mantenendo il possesso palla, ma il Torino sembra aver preso le misure. Il gioco si svolge prevalentemente in orizzontale. Ed è ancora il Padova che prova a sbloccare il risultato al 33’, quando Glik è costretto a salvare in corner un cross di Cacia indirizzato a Ruopolo. Da quell’episodio, il ritmo di gioco è vistosamente calato ed è cominciato anche a piovere discretamente forte: ciò che non cambia è l’umore di Ventura in panchina. Il tecnico dei granata è a dir poco furioso, soprattutto con gli uomini a centrocampo che non riescono a fare manovra e a conquistare la metà campo. Sembra però svegliarsi nel finale il Torino con Bianchi di testa, ma il match non si sblocca e si va al riposo sullo 0-0.
Si ricomincia in ritardo, si spengono improvvisamente i riflettori all’Euganeo di Padova e il direttore di gara dapprima richiama tutti negli spogliatoi, poi fa tornare tutti sul campo una volta riaccesi i fari. Normalità ristabilita, anche se potrebbe dar fastidio la pioggia sempre più forte. Ma un nuovo blackout incombe allo stadio e Calvarese sembra intenzionato a sospendere nuovamente il gioco, i giocatori convincono l’arbitro a continuare a giocare nonostante a luci spente. Sembra buffo, ma tutto ciò non è altro che il preludio al goal di Ruopolo al 50’ di gioco: cross dalla sinistra di Renzetti, col ginocchio la punta anticipa Ogbonna e sorprende Coppola. E’ 1-0 Padova a luci soffuse, l’illuminazione manca ancora. Ora si attende la reazione degli ospiti. Reazione che non tarda a presentarsi e Perin salva il risultato, in particolare al 60’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, respingendo con forza un colpo di testa di Ogbonna. Ventura butta nella mischia Ebagua e Verdi al posto di Antenucci e Sgrigna, entrambi spenti: l’impatto per i due giovani granata è piuttosto notevole, infatti il Torino pare rivitalizzato, solo un grande Perin sta evitando il pareggio agli ospiti. Il Padova sembra aver tirato i remi in barca dopo il gol del vantaggio. A rovinare lo spettacolo ci pensano i riflettori a spegnersi nuovamente a venti minuti dal termine, costringendo Calvarese a sospendere momentaneamente il gioco perché è impossibile proseguire quasi al buio. Si riparte dopo poco: l’illuminazione sembra essere tornata e il Torino continua ad insistere con un bel destro di Ebagua (parato da Perin) e un colpo di testa di Bianchi (fuori d’un soffio). Il Toro c’è, non demorde, il pareggio non è utopia. O almeno così dovrebbe essere fin quando i riflettori continuano a fare scherzi e al 75’ il blackout è ormai totale e Calvarese manda tutti negli spogliatoi dopo la quarta interruzione dell’incontro. La luce riparte dopo sette minuti, questo è un match interminabile dove a dire la propria vi è anche la pioggia a dirotto. Tuttavia un’ulteriore calo di tensione obbliga il signor Calvarese a decretare game over anticipato. Il match riprenderà domani alle 14:30 per i restanti 15’ da giocare.
Andrea Cardinale
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