Si è svolto nei locali dell’associazione Archeo a Terzigno, con il sostegno della Ascom, l’incontro con i ricercatori dell’AIPRAS sulle patologie legate al rischio ambientale. Secondo il professor Lorenzo De Napoli, del dipartimento di scienze chimiche dell’Università Federico II di Napoli: “Bisogna evitare la contaminazione del suolo, che è una risorsa non rinnovabile soggetta a degradazione a causa dell’inquinamento. La cosa peggiore che si possa fare è bruciare i rifiuti, perché la combustione sprigiona diossine. Non sempre il sistema di depurazione del fegato è efficiente nell’eliminazione delle diossine. Le diossine persistono per anni nell’ambiente e sono molto solubili nei lipidi: si sciolgono solo nel grasso e non nell’acqua. Quando entrano nel ciclo alimentare non escono più dal corpo. I PCB sono velenosi per il fegato, sono cancerogeni e ledono il sistema immunitario. I Fitofarmaci e i pesticidi impiegati in agricoltura sono tossici ad ampio spettro: per fattori atmosferici si diffondono nell’aria e causano effetti cancerogeni e mutageni, in particolare sugli agricoltori. I nitrati, presenti nei fertilizzanti, vengono facilmente assorbiti dal terreno e in concentrazioni notevoli compromettono irrimediabilmente la falda acquifera”.
INQUINATI ANCHE I PAESI VICINI – Secondo i medici vesuviani, l’incremento di determinate patologie è legato a situazioni di inquinamento acclarate, specie nei pressi di discariche di rifiuti pericolosi e non correttamente gestite. Oltre alle discariche di Terzigno, la situazione è preoccupante anche a San Giuseppe Vesuviano, dove è presente la vasca al Pianillo (un bacino all’interno del quale, nel corso degli anni, sono state riversate sostanze tossiche), una discarica di tal quale e un deposito per i fanghi tossici provenienti dal fiume Sarno. I medici di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Poggiomarino e Ottaviano rivolgo un appello ai propri colleghi per compiere studi sulle popolazioni e analizzare le cause dell’incremento delle patologie di tipo cancerogeno.
“E’ da un anno e mezzo che le volontarie di Terzigno, nonostante pressioni e minacce, portano avanti il censimento delle patologie tumorali” spiega Annapina Avino, volontaria del registro tumori e membro degli Ecologisti di Terzigno: “I dati che abbiamo raccolto sono allarmanti e a nostro avviso direttamente collegabili a situazioni di inquinamento, come nel caso della discarica di cava Ranieri. Le schede raccolte si basano sulle diagnosi istologiche e sui codici di patologie che ci vengono forniti dai medici: in alcuni casi i medici preferiscono fornirci un codice di esenzione, non prestandoci alcun aiuto. Del gruppo di volontarie fanno parte anche alcune ammalate di tumore. Il problema, oltre alle discariche di Stato, sono le discariche abusive e i roghi tossici sui quali non viene effettuato alcun controllo. L’amianto, sparso ovunque tra le campagne vesuviane, non può essere messo in sicurezza semplicemente coprendolo con dei teli. I fondi che giungeranno a Terzigno dovranno essere impiegati per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti inquinati, non per collocare nuove statue di santi e ostacoli architettonici come le fioriere sui marciapiedi”.
DIOSSINE CONTAMINATE A TERZIGNO – Secondo Francesco Servino dell’assemblea federale degli Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei: “Nelle acque di falda di Terzigno le analisi attestano che sono presenti anche PCB, che contengono diossine contaminanti, oltre a ingenti quantità di un altro pericoloso elemento inquinante che è il cadmio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli effetti dei PCB si starebbero già manifestando sulle popolazioni dei paesi sviluppati. L’intenzione di qualcuno è di condannare definitivamente a morte il territorio vesuviano, scaricando sul passato le cause attuali dell’inquinamento. Il problema è serio e vorremmo a tal proposito procedere a alla compilazione di una mappa delle discariche abusive e dei siti inquinati a Terzigno con l’aiuto della cittadinanza. Chiediamo a tutti gli enti preposti e alle Procura misure più incisive per arginare l’inquinamento e che venga disposta l’immediata bonifica dei siti contaminati“.
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