Un giorno atteso da vari mesi quello che stiamo vivendo. Finalmente la Grecia ha varato il piano di austerity richiesto dalla troika ( FMI-BCE-UE) che ha come effetto immediato la concessione di 35 mld di euro dall’EFS( il fondo salva stati europeo. Il piano varato dalla Grecia avrà un impatto molto forte sull’economia, provocando nell’immediato licenziamenti nel settore pubblico, diminuzione dei stipendi pubblichi nonché vendite del patrimonio statale. Verranno toccate anche le pensioni integrative, che fino all’ultimo si è cercato di evirare. Secondo il piano, inoltre, la Grecia emetterà circa 70 miliardi di euro di nuove obbligazioni da offrire agli obbligazionisti in cambio dei loro vecchi titoli, che subiranno una riduzione del valore del 50%. Altri 30 miliardi di euro saranno forniti in forma di bond emessi dall’Efsf e saranno offerti ai creditori privati. Ecco questo è il punto essenziale dell’accodo, ossia l’abbattimento del 50% del debito greco verso i privati. Probabilmente i piccoli risparmiatori verranno esclusi da questo taglio, onde evitare loro disagi. Oggi possiamo guardare il futuro con più fiducia, in quanto avere salvato la Grecia era un pezzo del puzzle europeo da cui non si poteva non prescindere. Vedremo le reazione delle borse lunedì mattina, ma di certo da qui in poi gli Stati europei, anche se con difficoltà ancora evidenti, potranno ripartire con la fiducia dei mercati, che piano piano sta tornando. Lo dimostra ad esempio la banca Barclays che nel 2011 ha acquistato più titoli italiani che di quelli spagnoli, a dimostrazione che il nostro Stato già nel vecchio anno dimostrava di avere una discreta salute, rispetto anche a chi può vantare oggi uno spread più basso, seppur di poco, del nostro.
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