La Lega Araba ha chiuso con Damasco e scelto come interlocutore l’opposizione siriana. Riunito al Cairo, l’organismo ha approvato una risoluzione con cui si mette fine alla missione degli osservatori nel Paese mediorientale, si chiede all’Onu l’invio dei caschi blu, si auspica la sospensione di tutte le forme di cooperazione diplomatica con Damasco. La situazione adesso si fa critica per l’organizzazione internazionale dell’ONU che non poco più di una settimana fa aveva bocciato , con il veto di Russi e Cina, una risoluzione che condannasse l’operato di Assad. Ora che lo chiede la Lega Araba l’intervento, forse andrebbe ascoltato con maggiore attenzione questo appello di dolore, che poco tempo fa era stato ascoltato quando lanciato dai ribelli libici. Le differenze tra le condizioni dei due Stati non dovrebbero essere così profonde, eppure non c’è nessun Sarkozy pronto ad intervenire. L’assenza di interessi economici nel paese di Damasco purtroppo stanno penalizzando i ribelli , che sono considerati di serie b. Insomma la primavera araba è da esaltare solamente quando in ballo ci sono i petrodollari o il rischio di immigrazioni di vaste dimensioni.
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