«E’ questa la storia di una camorra vecchia, dalle radici profonde da estirpare, forte di una asfissiante capacità di controllo. Ma è anche la storia di un imprenditore straordinariamente coraggioso che reagisce ad un autentico assedio senza apparenti vie d’uscita con la forza della dignità e la determinazione di una non più sopportabile disperazione», scrive il gip Antonella Terzi nell’ordinanza a carico di 32 persone accusate di estorsioni avvenute o tentate, ai danni di un imprenditore edile, un uomo che dopo anni di ricatti ha auvto il coraggio di indossare un orologio spia e filmare gli incontri con i camorristi e lo ha fatto consapevole che se lo avessero scoperto avrebbe rischiato la vita. Potremmo definirlo un eroe, ma il suo gesto è stato un’azione normale, un’azione che dovrebbero fare tutti in questo mondo criminale, dove subiamo e taciamo e appena qualcuno si ribella diventa eroe.
Eppure l’uomo ha sfidato i clan Mazzarella, i Rinaldi, gli Altamura, i Formicola e i Contini, tutti pretendevano l’impossibile in uno dei quartieri più colpiti dalla criminalità a Napoli, San Giovanni a Teduccio.
LA DENUNCIA - L’uomo si era stufato di essere una vittima e ha denunciato tutto ai carabinieri di Torre del Greco, gli stessi che hanno convinto decine di commercianti della provincia vesuviana a denunciare la camorra.
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