Sono altre 75 le vittime nelle strade della Siria, che testimoniano un massacro che va avanti ormai da mesi. La tensione continua a salire in questi giorni, perché siamo vicini alla vigilia del referendum sulla Costituzione. L’opposizione, che vuole l’uscita di scena di Assad (al potere dal 2000), ha invitato i siriani a boicottare il voto e ad aderire a uno sciopero generale per protestare contro il bagno di sangue in corso da meta’ marzo dello scorso anno, quando sono iniziate le proteste antigovernative. Da allora, secondo gli attivisti, sono state uccise almeno 7.600 persone. La riforma prevederebbe una sistema politico “multipartitico” e soprattutto che il presidente , che dovrà essere per forza mussulmano, dal 2014 potra’ essere eletto per due mandati di sette anni ciascuno. Insomma sembrerebbe una riforma scritta ad hoc per Assad, che così facendo potrebbe rimanere dal 2014 per altri 14 anni al potere, del resto con la Russia e la Cina alle spalle nulla è impossibile.
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