Fino a dicembre 2011 l’Italia era considerata una bomba ad orologeria pronta a fare esplodere l’intero continente europeo , mentre la Spagna pareva avere un futuro più roseo dato che aveva già provveduto a nominare un nuovo premier ossia Rajoy. A distanza di qualche mese, come del resto avevo già ampiamente previsto in altri articoli, la Spagna non solo non sta attraversando un periodo florido ma peggio ancora è in crisi economica, con il rischio di non rispettare gli accordi per il rientro dal deficit. Non si sono fatti attendere i commenti delle istituzioni europee in relazione alla posizione economica di Madrid,e di fatti il portavoce del commissario Ue per gli affari economici, Olli Rehn, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle affermazioni del premier Rajoy, secondo il quale il paese andrà oltre l’obiettivo previsto ha dichiarato ” La deviazione dal target di deficit della Spagna è “grave”, ricordando che a novembre era stato comunicato uno scostamento del 2% e che “ora è diventato del 2,5%”. Il portavoce ha poi affermato che la situazione spagnola “non è comparabile” a quella della Grecia. L’esempio di Madrid deve essere di lezione per tutti gli italiani , non esiste un uomo capace di rivoluzionare un paese, non esiste una ricetta miracolosa per eliminare il debito pubblico, piuttosto è l’intera nazione , cominciando dai partiti politici, a potere generare un movimento costruttivo e potenzialmente vincente. L’Italia aveva già individuato in Rajoy l’uomo che avrebbe risolto i problemi spagnoli, così come siamo di solito abituati a pensare nel nostro paese, ma i tempi di Cesare sono finiti da secoli. Oggi abbiamo Monti, ma non è Monti il nostro motivo di successo momentaneo, bensì un’atmosfera politica e sociale di consapevolezza del delicato momento che si sta attraversando, che ci spinge a superare le differenze politiche e migliorare le storture del passato per quanto possibile in pochi mesi.
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