Tecnici o non tecnici alla guida del Governo italiano, la musica non cambia, e quando c’è da decidere sulle grandi riforme del mercato, l’indecisione e l’incertezza sono sovrane. Oggi è stata varata una nuova modifica all’articolo 18, che fa fare un passo indietro al Governo, cercato e voluto dal PD. Di fatti sarà possibile per il giudice del lavoro reintegrare il lavoratore licenziato per motivi economici, laddove il licenziamento fosse infondato ed ad ogni modo il giudice potrà comunque avere la possibilità di optare sia per il reintegro sia per l’indennizzo da 12 a 24 mensilità ( “insussistenza dei motivi economici” ) . Le prime dichiarazioni alla modifica sono venute dal Ministro Fornero che ha spiegato che l’obiettivo principale è che il contratto dominante diventi quello a tempo indeterminato, preceduto da un periodo di apprendistato. «Con una modifica equilibrata dell’art. 18 – ha sottolineato – non blindiamo più il lavoratore ad un singolo specifico posto di lavoro». L’idea è quella di combattere il «dualismo» tra ipergarantiti e iperflessibili. «Vogliamo ridurre l’area della precarietà contrastando la flessibilità cattiva» ha sintetizzato la responsabile del Welfare. Di qui anche la scelta di rendere più oneroso il contratto a tempo determinato, perchè «è un fattore produttivo e i fattori produttivi si pagano».
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