Nell’Africa del Nord, in particolare nei paesi dell’Uganda, della Tanzania e del Sud Sudan, avanza inesorabile una strana malattia, riscontrata la prima volta nel 1962, che rende catatonici i bambini che ne sono colpiti. Tecnicamente la malattia, chiamata per ora Nodding Disease (il nome deriva dall’inglese nod, annuire, che sottolinea un gesto tipico e patognomonico della malattia), potrebbe essere definita una “nuova malattia”, nel senso che la scienza biomedica ancora non è in grado di identificarne con certezza eziologia (da cosa deriva), delinearne le modalità di trasmissione e di conseguenza le cure efficaci. La malattia comporta lo spegnimento quasi totale dell’attività celebrali, rendendo centinaia di bambini dai 5 ai 15 anni, non in grado di intendere e di volere. Molti di loro sono colpiti da forti scosse epilettiche, che provocano morti accidentali sempre più costanti.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta seguendo l’evoluzione della malattia, sia da un punto di vista epidemiologico, sia di quello degli studi, sia sul piano delle eventuali modalità di trattamento dei giovani pazienti tanto da aprire in Uganda il primo Centro per il Trattamento dei Malati di Nodding Disease.
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