Il mondo globalizzato lo sappiamo tutti viaggia ad una velocità impressionante. Oggi sei un personaggio in domani sarai out, oggi hai un computer all’avanguardia domani sarà retrò e così via. In Italia certamente si cerca di tenere il passo della globalizzazi0ne , investendo in infrastrutture, nella ricerca, dettando i criteri delle mode che verranno. Solo una cosa ha un concetto di cambiamento strano: la politica. C’è fermento nei partiti italiani, come se fosse in arrivo un grande cambiamento che sconvolgerà il nostro vivere quotidiano. Battute apparte, come sempre la sostanza della politica italiana è ben altra cosa. Casini ha di fatto annunciato che creerà un nuovo partito ( Unione nazionale?) che sarà la fusione dell’API di Rutelli , dell’UDC di Casini e di FLI del Presidente della Camera Fini, aperto a tutti coloro che non vogliono stare nè a destra nè a sinitra. Altra caratteristica di questo partito sarà la volontà di raggiungere , potenzialmente quel 10 – 15% di elettori, in maniera tale da essere decisivo per qualsivoglia Governo del futuro italiano. La domanda viene spontanea, ma in cosa consiste la novità del partito? I componenti sono in politica da fine anni 70, quindi ancora nella prima Repubblica e gli obiettivi del partito sono i medesimi della DC. Francamente questo presunto restyling è visibile solo nella denominazione. Dall’altra parte abbiamo invece il PDL, che per bocca di Alfano, ha dichiarato che dopo le amministrative di Maggio, ci sarà una novità così grande da condizionare il futuro dell’Italia. Cosa avrà in mente? Esclusa l’alleanza con Casini o Bossi, per diversi motivi, si potrebbe immaginare un partito più snello con magari qualche ingresso ultra partes ( Montezemolo?). Lo scopriremo tra poche settimane, ma di certo con questi chiari di luna che corrono, a noi italiani poco interessano i nomi dei partiti, il problema sono gli uomini incompetenti che rimarranno, sempre gli stessi da troppi decenni.
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