Choc a Brindisi. Un’esplosione davanti all’Istituto professionale per i servizi sociali ‘Morvillo-Falcone’ ha provocato la morte di una studentessa e il ferimento di altri ragazzi. La giovane era giunta in ospedale in gravissime condizioni. Altri otto sono feriti (sono quasi tutte studentesse perche’ si tratta di un istituto professionale per i servizi sociali).
20 Maggio 2012 – Si inizia a delineare un movente diverso da quello ipotizzato in un primo tempo. «Sembra incredibile, ma è un attentato che appare riconducibile al gesto di uno sconsiderato» rivelano fonti investigative che, a proposito dell’attentato di sabato a Brindisi, non vogliono fornire particolari.
MELISSA FIGLIA UNICA, GENITORI DISTRUTTI Era figlia unica Melissa Bassi, di Mesagne (Brindisi), la studentessa sedicenne morta nell’attentato dinamitardo. Il papà di Melissa è un operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga. “Era figlia unica – racconta il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, dopo aver incontrato i genitori – e ovviamente era una ragazza molto amata e coccolata, era la gioia di questi genitori che vivevano per lei. Il papà e la mamma della ragazza sono tornati a Mesagne dopo essere stati nell’obitorio dell’ospedale di Brindisi e ora – racconta il sindaco – sono nella loro casa, distrutti dal dolore. Quando li ho incontrati non sono riuscito purtroppo a trovare parole di conforto”.
LA PISTA MAFIOSA. Ha colpito la coincidenza del gesto: sabato 19 a Brindisi fa tappa la Carovana della legalità. Inoltre il gesto potrebbe essere collegato a una serie di episodi avvenuti nella zona nei giorni scorsi.
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L’ATTENTATO DEL PRIMO MAGGIO. Tra i fatti all’attenzione degli investigatori c’è, innanzitutto, un attentato avvenuto nella notte tra l’1 e il 2 maggio a Mesagne ai danni del presidente della locale associazione antiracket, Fabio Marini. L’auto di Marini venne completamente distrutta da un ordigno. Gli investigatori vogliono capire se ci sono similitudini tra quell’ordigno e le bombole di gas esplose.
14.10 – IL SINDACO: «MODALITÀ DIVERSE DA MAFIA». Il sindaco di Brindisi, Cosimo Consales, si è incontrato con i vertici della prefettura, e ha annunciato l’arrivo sul luogo della tragedia di esperti della polizia scientifica nazionale. Il sindaco è comunque stato chiaro: «Mai prima d’ora la criminalità organizzata aveva agito in questo modo, con una bomba collegata a delle bombole di gas. Altre piste sono possibili, ma niente si può escludere al momento».
14.04 – ESPLOSIONE IN ANTICIPO SUL TIMER. Il timer trovato nei pressi della scuola ‘Morvillo Falcone’ era bloccato, secondo indiscrezioni, sulle 7.55 ma l’esplosione dell’ordigno rudimentale è avvenuto intorno alle 7.45. Sul luogo dell’attentato sono ancora in corso i rilievi da parte della polizia scientifica. A breve comincerà in Prefettura una riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico al quale è prevista la partecipazione del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che sta raggiungendo Brindisi.
ORE 13.50 – TROVATI I RESTI DI UN TIMER I resti di un timer (e non di un telecomando) sono stati trovati dagli investigatori nei pressi della scuola Morvillo FalconE dinanzi al cui ingresso è stato compiuto un attentato dinamitardo che ha provocato la morte di una studentessa. Lo apprendere Repubblica da fonti investigative
ORE 12.30 – IL DG DELL’ASL: RAGAZZA FERITA IN PROGNOSI RISERVATA Per Paola Ciannamea, direttore generale dell’Asl di Brindisi, le condizioni di Veronica Capodieci, la ragazza rimasta coinvolta nell’esplosione, sono gravi ma stabili. Quattro in tutto i feriti, uno è ancora in sala operatoria.
ORE 12.22 – CANCELLIERI: MONTI ADDOLORATO E PARTECIPE Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri è in contatto con il premier Mario Monti, negli Usa per il G8, e il Capo dello stato Giorgio Napolitano. “Li tengo informati passo passo” ha detto intervistata da TgSky24. Il presidente del Consiglio, in particolare – ha riferito Cancellieri – “è molto addolorato e partecipe”.
ORE 12,15 – INTELLIGENCE ESCLUDE AZIONE DELLA MAFIA Una modalità strana, una dinamica insolita. Un’esplosione che non avrebbe ragione di essere. Secondo quanto riferitoda fonti dell’intelligence, l’episopdio di questa mattina non è di così chiara attribuzione. La pista seguita dagli inquirenti, però, sembra essere proprio quella mafiosa. “Ma la mafia non usa le bombole a gas, ma il tritolo – spiega ancora la fonte, che chiede l’anonimato- la mafia, forse, non avrebbe neanche avuto un motivo per uccidere delle studentesse”. Il dettaglio importante da attendere, secondo l’intelligence, è capire qual è stato il meccanismo di innesco dell’ordigno: “Due bombole sono materiale esplosivo, ma devono essere innescate. Dall’innesco si può già capire da chi è stato fatto l’ordigno, se da un tecnico o da un tecnico improvvisato”.
La ragazza morta si chiamava Melissa Bassi, aveva 16 anni ed era nata a Mesagne. E’ di Mesagne e ha anche lei 16 anni, la ragazza che era vicino a Melissa al momento dell’esplosione e come lei è stata investita in pieno dallo scoppio: attualmente i medici dell’ ospedale Perrino la sottopongono a un intervento chirurgico, essendo le sue condizioni gravissime.
Le due bombole di gas, probabilmente collocate ad un timer, erano state collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola Morvillo Falcone di Brindisi. L’esplosione ha coinvolto alcune studentesse che erano appena scese da un autobus urbano e stavano raggiungendo l’edificio scolastico. Un particolare questo che fa ritenere agli investigatori che l’ordigno avesse come obiettivo l’istituto stesso. L’ordigno e’ esploso questa mattina intorno alle 7,45-7,50 in via Galanti, non lontano dal tribunale. L’ordigno – sempre secondo le prime notizie – sarebbe stato di notevole potenza.
A Brindisi stanno arrivando sia gli uomini del Ros dei carabinieri sia quelli del Servizio centrale operativo della polizia. Ci sono troppe coincidenze in questa vicenda… Mi auguro che siano solo tali, anche se in questo momento la nostra unica preoccupazione è quella dei ragazzi”. Lo ha detto il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, all’ANSA, rispondendo ad una domanda sulla possibile matrice mafiosa dell’attentato.
Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo è in partenza per Brindisi e si recherà sul luogo dove stamani di fronte alla scuola Morvillo Falcone è esploso un ordigno che ha procurato la morte di una studentessa. Anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo. Qui si trova l’assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati: “Ci sono i vigili del fuoco – racconta – non ci sono studenti, un muro della scuola è completamente annerito e ci sono detriti ovunque. E’ un disastro”. Vendola e Amati andranno poi nell’ospedale per incontrare i feriti.
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri segue personalmente la vicenda, in contatto con il prefetto. Nel capoluogo pugliese è in arrivo il vicecapo della Polizia Francesco Cirillo, insieme agli investigatori di polizia e carabinieri, che insieme ai magistrati, faranno un primo punto sul caso. Lunedì il ministro Cancellieri sarà a Brindisi con i vertici delle forze di polizia ed i magistrati per una riunione del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza.
L’ex ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, sollecita “una risposta coesa nella lotta al terrore” dopo “l’atto ignobile” dell’attentato davanti alla scuola di Brindisi. “Lascia sconcertati e profondamente addolorati – ha detto Fioroni – il gravissimo attentato davanti l’Istituto professionale Morvillo-Falcone a Brindisi. Più studenti feriti, una morta e una in gravi condizioni”. “Colpire gli studenti e la scuola – ha proseguito l’ex ministro – è un atto ignobile, vergognoso, contro il quale occorre una straordinaria risposta coesa nella lotta al terrore. Occorre una indignazione delle coscienze che parta dai nostri giovani e dalla scuola italiana, che nei momenti difficili hanno sempre rappresentato il cemento di unità del Paese, una risposta che richiami tutti al fatto che nel dramma della crisi economica c’é posto per la speranza e non ce ne è alcuno per la violenza e il terrore che verranno rapidamente repressi e fermati”.
Fonte: Ansa
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