Quando scoppia una rivolta popolare in un paese “canaglia”, non accade mai per caso. A maggior ragione se la rivolta stranamente non viene sedata celermente, nonostante sulla carta non abbia i mezzi militari per opporsi ad un esercito regolare, quale quello al servizio di Assad. In Siria nonostante non sia stata scatenata una vera e propria guerra del mondo occidentale contro il dittatore Assad, le forze speciali da mesi sono entrate in servizio. Non deve sorprendere, dato che ultimamente abbiamo avuto l’esempio della Libia, piena di uomini “invisbili”, a cominciare da quelli italiani.
Il generale Martin E. Dempsey, capo degli stati maggiori americani, ha rivelato che sono pronti piani per lanci aerei umanitari sul territorio siriano, per la creazione di una no fly-zone, da attuare grazie alle basi NATO dislocate in Turchia. Non finisce qui. I potenti servizi segreti sauditi e del Qatar sono già attualmente dislocati in Siria, con l’obiettivo di addestrare e supportare le milizie anti-Assad. Il grosso delle truppe “Invisibili” è pronto ad entrare in azione al momento propizio, quando la situazione degenererebbe, con l’obiettivo di mettere in salvo gli arsenali chimici siriani, prima che possano finire in mani sbagliate, a cominciare dagli stessi ribelli, spesso mischiati a terroristi salafiti. Di fatti uomini della CIA controllano sul confine siriano, che le armi provenienti dalla Turchia, non vadano in mani sbagliate, commettendo errori del passato, si vede la guerra in Afghanistan di fine anni 80.
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