Da meno di una settimana era arrivata la sentenza della Cassazione che aveva condannato molti vertici della Polizia italiana per le vicissitudini della scuola A. Diaz di Genova, durante il G8 del 2001. Il mondo anarchico e non solo aveva festeggiato, perché giustizia era stata fatta, anche la polizia deve pagare quando sbaglia. La Polizia ha preso atto che i propri funzionari, poliziotti semplici avevano usato ma la mano duro, quando (pare) non ci fosse la necessità e ha proceduto a modificare il proprio organigramma ad horas.
Ieri è nuovamente intervenuta la Procura di Genova sulla scorta della medesima sentenza, emettendo oggi gli ordini di carcerazione nei confronti dei dieci ‘no global’ condannati per i fatti riguardanti il G8 di Genova del 2001. Scattano le manette immediate per quattro di loro: Alberto Funaro, condannato a 10 anni; Vincenzo Vecchi a 13 anni; Marina Cugnaschi a 12 anni e 3 mesi; Francesco Puglisi a 15 anni. Per Vecchi, Cugnaschi e Puglisi vi sarà uno sconto di pena compreso tra i 9 e i 12 mesi per l’annullamento della condanna di detenzione di molotov, ma scatta comunque la carcerazione immediata. Peccato che non tutti verranno, almeno per ora, assegnati alla giustizia.
Sono al momento irreperibili due dei condannati definitivi per le devastazioni del G8 di Genova nel 2001. Si tratta di Francesco Puglisi e Vincenzo Vecchi, che devono scontare rispettivamente circa 15 e 13 anni di carcere. Le forze dell’ordine che hanno avuto l’incarico di eseguire l’ordine di carcerazione non hanno ancora rintracciato i due.
Bella figura ha fatto ancora una volta la Giustizia italiana, che si è mostrata esageratamente inflessibile con i propri uomini, ed eccezionalmente garantista con chi ha sfasciato mezza città di Genova, che ha provato sommosse di ogni tipo, portando anche alla morte di un giovane ragazzo. Il bello è che il Francesco Puglisi era stato già condannato nel 2000 per detenzione di molotov e dinamite nella propria casa, di fatti era definito nell’ambiente “molotov”.
Chi gridava alla Giustizia dopo avere visionato le condanne dei funzionari di Polizia, dove ha ora la testa, le orecchie e soprattutto la lingua, che tanto era capace di sputare veleno fino a pochi giorni fa. L’Italia dei due pesi e delle due misure, l’Italia che ha paura di garantire ad ogni mezzo la legalità ( si veda la domenica cosa accade negli stadi) ha fatto nuovamente la sua comparsa, ed ha confermato un vecchio detto ma sempre tristemente di moda” fatta la legge trovato l’inganno”.
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