Con gli ultimi emendamenti passati sul provvedimento spending review, cambierà la vita degli universitari fuoricorso. Le tasse universitarie per gli studenti fuori corso possono aumentare fino al raddoppio, rispetto a quelle previste per gli studenti in corso. Lo prevede un emendamento al dl spending review, presentato dai relatori e approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. L’aumento fino al 100% è previsto per i redditi oltre 150.000 euro. I criteri per gli incrementi delle tasse per gli studenti non a posto con gli esami saranno stabiliti ogni anno con un decreto del ministro dell’Istruzione ma nel frattempo il dl spending review fissa i paletti. L’aumento massimo è per gli studenti di famiglie abbienti, mentre per redditi tra 90.000 e 150.000 euro può essere al massimo del 50% e sotto i 90.000 euro del 25%. Il decreto ministeriale in ogni caso dovrà tenere conto “della specifica condizione degli studenti lavoratori”.
Senza dubbio è una novità per fare cassa, ma dobbiamo anche guardare agli effetti utili che questo provvedimento potrà comportare. Molti giovani si iscrivono all’Università perché non sanno cosa fare, o meglio la società non gli ha offerto altro. Le iscrizioni di questo tipo sono deleterie per il sistema universitario, che non riesce a garantire una qualità d’insegnamento alto per l’eccesso di studenti, e allo stesso tempo ospita ragazzi che invece potrebbero avere un futuro diverso. La società ha bisogno di tutto e di tutti per sopravvivere, e non solo di laureati, peggio ancora con 5-10 anni di ritardo sul programma di studi. Come è‘ giusto premiare i bravi studenti con borse di studio e concederle a chi non ha i mezzi economici per frequentare l’università, allo stesso tempo è giusto “punire” chi rimane parcheggiato all’università ledendo i suoi interessi e quelli degli altri.
Non finiscono qui le novità in materia di spending review.
La Banca d’Italia dovrà tenere “conto dei principi contenuti” nel decreto sulla spending review, “nell’ambito del proprio ordinamento”. Lo prevede un emendamento dei relatori, Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd), approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. In particolare Bankitalia è chiamata a “tenere conto” delle norme del decreto sulla spending review che prevedono risparmi su auto blu, buoni pasto, ferie e permessi, consulenze esterne e canoni di locazione degli uffici.
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