L’allenatore della Juventus Antonio Conte ha deciso di patteggiare, almeno in base alle indiscrezione rilasciate da Tuttosport. All’indomani del deferimento Conte si era mostrato fiducioso nel buon esito della sua situazione “ Sono e resto fiducioso nella giustizia sportiva, ma quando me lo permetterete parlerò io”. La scelta di patteggiare la pena, dimostra come Conte e il suo legale non sono più così convinti di uscirne puliti, ed hanno preferito optare per la scelta che limita i danni. La squalifica dovrebber partire dal 1° agosto, in maniera da poter tornare in panchina il 1° novembre, in concomitanza con il centoquindicesimo compleanno della Juventus.
Patteggiare la pena, significa ammettere la propria colpevolezza, quindi nel caso specifico Conte dichiara di avere omesso di denunciare gli illeciti sportivi di cui era a conoscenza. Un omissione molto grave, per un uomo di sport del suo livello, che ha vinto sia da giocatore che da allenatore ai massimi livelli. Si potrebbe dire che molti sanno ma molti tacciono, ma queste non può e non deve giustificare questi comportamenti. Punire Antonio Conte sarà di lezione a tutti, ovverosia nessuno deve tacere, perché agevolare l’illecito sarà punito. Probabilmente Conte sarà accompagnato in questo calderone da altri personaggi illustri quali Di Vaio, P. Cannavaro e Grava. Per quest’ultimi bisognerà aspettare che si apra il filone napoletano.
Conte ha guadagnato lo sconto di pena, ma ha inesorabilmente perso l’onore in ambito sportivo , che niente e nessuno potrà restituirgli. Non avesse patteggiato si sarebbe potuto sostenere che la giustizia è stata sommaria, che si è creduto ad un pentito, ma con l’ammissione di colpa tutto questo sparisce.
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