Alla faccia di quelli che dicono che il calcio italiano è noioso. A Roma ci va Juve, ma quante emozioni a Torino. La Juventus pareggia 2-2 grazie a un eurogol nel primo tempo supplementare di uno splendido Vucinic. Milan che nei novanta minuti era riuscito a ribaltare il match con Mesbah e Maxi Lopez dopo il vantaggio iniziale di capitan Alex Del Piero. Bianconeri in finale di Coppa Italia.
Una partita infinita, come vuole la tradizione. Basta sentire il boato assordante degli oltre 40.000 spettatori dello Juventus Stadium per rendersi conto che tra Milan e Juventus non ci si giocherà solo una “semplice” finale di Coppa Italia. In campo le due protagoniste del campionato e delle ultime settimane di polemiche e colpi bassi. In palio l’accesso a una finale che la Juve non gioca dalla stagione 2003/04 quando fu battuta dalla Lazio e tante motivazioni anche per il resto della stagione. Per il Milan sarebbe un secondo colpo piazzato ai rivali bianconeri dopo il sorpasso in Serie A. Bianconeri ancora imbattuti e che per l’occasione rispolverano uno dei simboli del trionfo, degli scandali e della rinascita: capitan Del Piero. Conte si affida proprio a lui e alla sua esperienza per frenare la rincorsa del Milan, sotto 2-1 all’andata a San Siro (splendida doppietta di Caceres). Bianconeri in campo con il 4-3-3 con Pepe e Vucinic a fare compagnia al capitano. Allegri lascia Nocerino in panchina e manda in campo il protagonista del match dell’andata, il giovane El Shaarawy, autore del gol della speranza rossonera. Confermato, nonostante l’influenza, Ibrahimovic. A supportare la coppia offensiva capitan Clarence Seedorf.
Serve una mezza impresa al Milan per capovolgere una situazione non facile da gestire. Nessuno ha ancora battuto la Juventus nel suo stadio. Per farlo i rossoneri si affidano al possesso palla a centrocampo (58% al termine della prima parte di gara) e a un quantitativo industriale di lanci lunghi per Ibrahimovic. Parte bene il Milan che già al decimo ha la prima grande occasione per colpire: Chiellini mette giù in maniera fallosa Ibrahimovic al limite dell’area. È lo stesso svedese a calciare la punizione ribattuta dalla barriera. Pochi spazi e prime scintille al quarto d’ora quando Muntari mette giù un avversario e si prende il primo giallo del match. Le proteste di Allegri danno il via ai primi sorrisini di Antonio Conte. Si avvicina la mezzora e la Juventus colpisce: lancio perfetto di Pirlo per Lichsteiner che crossa dalla destra per Del Piero che salta, con un intervento dubbio, Mexes e batte Amelia. Il Milan accusa il colpo e l’entrata killer di Aquilani su Vucinic rischia di far saltare definitivamente i nervi. Giallo per il centrocampista con il montenegrino che non prende bene l’intervento dell’avversario. Ci vogliono Del Piero e la sua diplomazia per spegnere l’incendio in campo. Vucinic che cinque minuti più tardi viene ammonito. La seconda parte di gioco comincia con una sorpresa. Allegri lascia Ibrahimovic negli spogliatoi, dentro Maxi Lopez. È la svolta del match. Passano appena cinque minuti ed è il neo acquisto Mesbah a sbucare all’improvviso, complice l’errore di Pepe, e infilare con uno splendido colpo di testa in tuffo, il cross dalla trequarti di Mexes. La Juve subisce il colpo ed è il Milan a far girare meglio la palla. Manca velocità con un Seedorf eccessivamente macchinoso e così sono Mesbah e Muntari a prendere l’iniziativa. Conte corre ai ripari sostituendo uno dei peggiori in campo, Pepe, per Marchisio. Risponde Allegri inserendo la certezza Nocerino al posto di uno spento e nervoso Aquilani. È un Milan più ordinato e la Juve non può che affidarsi alle ripartenze, utilizzando come punto di riferimento un Vucinic in splendida serata. È il momento anche di Del Piero che lascia salutato da una standing ovation la sua ultima sfida contro il Milan da giocatore della Juventus. Al suo posto Borriello. È il momento chiave del match a livello tattico con Conte che torna a un 4-4-2 con l’intenzione di difendere il risultato senza correre rischi. E infatti i bianconeri non lasciano occasioni ma a ribaltare il risultato ci pensa un’invenzione di Maxi Lopez. L’argentino riceve palla al limite dell’area, salta un uomo e lascia partire un missile che si infila sotto l’incrocio dei pali. Tempi supplementari. I rossoneri si accontentano e neanche l’ingresso in campo, a sorpresa, di Inzaghi sblocca la situazione. Ad avere l’occasione più nitida è Borriello che si ritrova solo davanti ad Amelia ma decide di sprecare tutto calciando sul portiere avversario. Non bastano i novanta minuti.
Neanche il tempo di prendere le misure che la Juventus colpisce. Dopo appena due minuti, un’altra perla, stavolta del migliore in campo Mirko Vucinic spegne le speranze rossonere e regala la prima finale dell’era Antonio Conte. Il montenegrino prende palla e con il suo solito movimento si accentra e lascia partire un tiro che non lascia scampo ad Amelia. E’ l’eurogol che risolve la partita. Non basta mezzora di forcing rossonero per strappare il gol qualificazione, è la Juventus la prima finalista di Coppa Italia. Pirlo e compagni in finale ma da applausi la reazione del Milan. Due squadre che hanno onorato al meglio questa semifinale, lottando fino alla fine, senza esclusioni di colpi. Sarà una partita che lascerà sicuramente qualche strascico nel corso della stagione con il Milan che vede sfumare il primo obiettivo in attesa di quella che da tutti è vista come una missione impossibile: eliminare il Barcellona dei record, di Leo Messi da stasera miglior marcatore della storia blaugrana, dai quarti di finale di Champions League. Per la Juve, per la prima volta battuta nei novanta minuti regolamentari, un esame di maturità superato a pieni voti.
Andrea Cardinale
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