Via libera definitivo dell’Aula del Senato al disegno di legge che prevede il taglio del finanziamento dei partiti. L’articolo 1 del testo prevede il taglio del 50% dei rimborsi: dai 182 attuali si passa a 91 milioni.
Il ddl stabilisce anche che i 165 milioni dell’ultima tranche di rimborsi elettorali siano ‘girati’ ai terremotati. Sarà legge dopo la pubblicazione in Gazzetta tra 15 giorni.
Il provvedimento è passato con 187 sì, 17 no e 22 astenuti. Hanno votato contro Antonio Del Pennino del Misto e l’Italia dei Valori. A favore il Pdl, il Pd (con i Radicali hanno votato in dissenso rispetto al gruppo), l’Udc, l’Api (anche se, ha spiegato il leader Francesco Rutelli, non è completamente soddisfatto del provvedimento) e Coesione Nazionale. La Lega si è astenuta (“perché potevamo fare molto di più”, ha detto il senatore Sergio Divina intervenendo in Aula). Non hanno partecipato al voto i senatori Ecodem del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.
Ecco i principali punti della legge
- RIMBORSI DIMEZZATI: Taglio del 50% dei rimborsi ai partiti. Dai 182 attuali si passa a 91 milioni. Il 70% di questi saranno erogazioni ricevute direttamente dallo Stato (63.700.000 euro); il 30% (27.300.000 euro) sarà di cofinanziamento. Il che significa che partiti riceveranno 50 centesimi per ogni euro ricevuto da persone fisiche o enti. E ogni contributo non potrà superare i 10.000 euro.
- 165 MILIONI AI TERREMOTATI: I 165 milioni di euro risparmiati nel 2012 e nel 2013 dal taglio del finanziamento verranno destinati alle popolazioni colpite (dal 2009 in poi) da terremoti e calamità naturali.
- DETRAZIONI FISCALI: Un privato che voglia finanziare il partito del cuore potrà avere una detrazione fiscale del 24% per il 2013 e del 26% dal 2014. Stessa detrazione si avrà per chi sceglie le Onlus. Perchè i donatori abbiano diritto alla detrazione basterà che il partito abbia presentato una lista.
- QUOTE ROSA: Se più di due terzi dei candidati di un partito sono dello stesso ‘generè la forza politica si vedrà decurtata del 5% la quota di rimborso che le spetta.
- COMMISSIONE PER LA TRASPARENZA: Ci sarà un task force di 5 magistrati: 3 della Corte dei Conti, uno del Consiglio di Stato e uno della Corte di Cassazione a vigilare sui bilanci dei partiti. Avrà sede presso la Camera e comminerà sanzioni.
- SU BILANCI VIGILERANNO SOCIETA’ DI REVISIONE: Società di revisione iscritte nell’albo Consob verificheranno i conti e i bilanci finali dei partiti. Stileranno una relazione che poi dovrà essere trasmessa alla Commissione di controllo.
- TESORIERI ‘TRASPARENTI’: Per tutti i tesorieri, anche non eletti, scatterà l’obbligo di pubblicare redditi e patrimonio anche di moglie (se c’è comunione dei beni) e figli a carico. I tesorieri che ‘sbaglianò non potranno più sottoscrivere i bilanci del partito per almeno 5 anni.
- COME ACCEDERE AI RIMBORSI: I partiti, per avere i finanziamenti, dovranno ottenere il 2% alla Camera o avere almeno un eletto. Dovranno dotarsi di uno Statuto democratico e dovranno farne esplicita richiesta dopo le elezioni.
- TETTI DI SPESA: Sono previsti per elezioni politiche, europee e amministrative. I Comuni si divideranno in tre fasce. La I da 15 mila a 100 mila abitanti; la II da 100 mila a 500 mila; la III da 500 mila in su. Se si tratta di candidati sindaci: per la I fascia potranno spendere 25 mila euro, più un euro per ogni iscritto nelle liste elettorali. Nella II, 125 mila euro più un euro per ogni scritto. Per la III, 250 mila euro più 0,90 centesimi per ogni iscritto. Tetti ridotti per i consiglieri.
- SI INVESTE SOLO IN TITOLI DI STATO UE: I partiti potranno investire esclusivamente in titoli di Stato europei. – NO CASE IN AFFITTO DA ELETTI: Partiti e movimenti non potranno più prendere in affitto o acquistare a titolo oneroso immobili da persone elette in Parlamento, in Europa e nei consigli regionali.
- SANZIONI: La ‘pena’ massima è il taglio del rimborso. Ma ci sono anche altre sanzioni che vanno dalla decurtazione dei due terzi di rimborsi e contributi a seconda della gravità della violazione.
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