Anonymous ha attaccato il sito di Beppe Grillo, notizia che risulta alquanto bizzarra e insolita di primo acchito. Il comico genovese si è infatti da sempre schierato a favore degli anonymous, solitamente impegnati in campagne da lui condivise e lodati per essere particolarmente audaci e liberi.
Sarà questo il motivo che spinge Grillo all’incredulità, dimostrata scrivendo su twitter e su facebook, i canali alternativi usati per chiedere aiuto agli anonymous stessi e per rintracciare gli autori dell’attacco e dove dichiara di non credere alla paternità dell’attacco.
La realtà dei fatti è che la paternità non è chiara, sul sito di anonymous si legge che l’attacco è stato organizzato da una cellula AnonOps che più che anonymous racchiude tutti gli anonymous che si organizzano tra loro per portare a termine i loro attacchi, la differenza è difficile a vedersi perché è molto sottile, soprattutto perché anonymous non è (o almeno così viene detto da loro stessi) un movimento con una guida centrale.
Il vero problema che si trova ad affrontare Grillo non è però quello di chi abbia o meno organizzato un attacco, ma l’interfacciarsi con un movimento che inizia ad essere stretto a molte persone, un movimento che si dichiara senza una struttura precisa e burocratica ma che è vissuto da molti come guidato da una sola persona con tutto il potere decisionale, appunto Grillo stesso. In effetti è da qualche settimana che si sentono voci discordanti nel movimento 5 stelle e sembra una cosa da non sottovalutare, soprattutto alla luce di questo attacco, visto che si può considerare che una buona parte degli anonymous sostenga o almeno fino ad oggi abbia sostenuto Beppe Grillo.
Nella rivendicazione degli hacker queste motivazioni sono chiare, facendo intendere di aver portato a termine un attacco perché Grillo è antidemocratico all’interno del suo movimento, che non da spazio agli immigrati e addirittura gli viene rimproverato di pubblicizzare la medicina alternativa.
Anche anonymous si spacca, infatti il movimento di hacker non è compatto nella rivendicazione del proprio gesto, sul blog ufficiale di anonymous si può leggere un comunicato dove viene spiegato che anonymous è famoso per avere come regola il divieto autoimposto di non attaccare siti di informazione e blog, da qui il disconoscimento della paternità dell’attacco spostando il fuoco dell’attenzione su AnonOps.
Cosa succederà adesso? La faccenda è sicuramente complicata sia per quanto riguarda il movimento di Grillo sia per quanto riguarda gli anonymous, queste tipologie di organizzazioni, che si basano su principi molto partecipativi non sono solite accettare facilmente direttive dall’alto, e questo vale sia per anonymous, che tuttavia ha aperto un sondaggio per definire se gli utenti sono d’accordo con l’attacco o meno, sia per Grillo, dove la situazione è più complessa perché in realtà il marchio del movimento 5 stelle e le decisioni su chi candidare e sui programmi sono sue e non sembra che lui le voglia lasciare a qualcun altro.
Articolo inviato da: Natale Maiorana
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