Marissa Mayer, 37 anni, Laurea con lode in Scienze Informatiche alla Stanford University, specializzazione in Intelligenza Artificiale, dottorato honoris causa assegnato per il suo lavoro di ricerca sul campo e esperienza di 13 anni in una delle aziende più importanti del mondo (Google), iniziando come ingegnere fino a diventare vicepresident. Membro di più consigli di amministrazione: San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco Ballet, New York City Ballet, Cooper–Hewitt, National Design Museum e Walmart e ora, Ceo di Yahoo. Chapeau!
Già che il top executive scelto da Yahoo non è un uomo, ma una donna è una novità, ma il fatto che Marissa Mayer, ha solo 37 anni e ha un bell’aspetto, capelli biondi e occhi azzurri, conferma ancora di più le straordinarie doti di questa ragazza. Ricordiamo che Marissa, non solo è stata la prima neolaureata con il titolo di ingegnere a essere assunta da Google nel 1999, ma nel 2008 è stata la manager più giovane mai nominata nella lista stilata da Forbes delle America’s 50 Most Powerful Women in Business, classifica da cui non è mai più uscita. E, tra l’altro come dai lei stessa annunciato su Twitter, è in dolce attesa.
La sua proclamazione ha fatto il giro del pianeta in un lampo e mentre negli altri Paesi è sembrato il giusto coronamento di una carriera fulminante, in Italia il percorso professionale della Mayer è parso assurdo e fantascientifico.
Infatti, secondo una recente indagine Cerved – Manager Italia, in Italia, la presenza di donne all’apice delle imprese è basso. Solo il 9% degli amministratori delegati e il 16% dei dirigenti, è donna. A livello anagrafico, le top executive sono mediamente più giovani dei loro colleghi uomini, anche se lontani da Mayer: solo una su 5 ha meno di 45 anni (nel caso maschile, si supera di poco il 13%) e quasi la metà ha meno di 55 anni (il 49,2%, contro il 43,6% degli uomini). Come sottolinea però la ricerca nella fascia dirigenziale le donne “sono più istruite e nettamente più giovani dei loro colleghi uomini. Tuttavia anche tra i dirigenti più giovani, una situazione di parità uomo‐donna è ben lontana: il peso femminile tocca un massimo del 22% tra gli executive under 35 e una percentuale del 19% tra quelli nella fascia d’età 35‐44 anni, per poi scendere nelle fasce di età superiori, fino all’8,7% tra gli over 65. Qualcosa quindi, pur lentamente, si muove.
Il problema è che in Italia il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro italiano risulta costantemente il più basso in Europa (di 12 punti percentuali), arrivando al 46% contro il 67% di quello maschile. Al contrario, l’Italia svetta nella classifica Eurostat relativa al tempo dedicato al lavoro domestico.
Speriamo che con la riforma del mercato del lavoro, fortemente voluta da una donna (Elsa Fornero), ci sarà più equità di genere. Un esempio a caso in Italia? Anna Maria Tarantola, da poco nominata amministratore delegato della Rai (a 67 anni).
Fonte: Wired
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