Per tanti Google fa paura. Il motore di ricerca più famoso al mondo intimorisce governi, aziende e leaders di tutto il mondo. La Grande G si è trasformata in un controllore del traffico web, pronto a rimuovere tutti quei risultati di ricerca segnalati dai signori del copyright.
L’azienda di Mountain View ha aggiunto una nuova sezione al suo transparency report. Non solo, Google informerà gli utenti sulle varie richieste di rimozione dei contenuti provenienti dai governi di tutto il mondo, ma anche quelle dei detentori dei diritti, società e studi legali che vorrebbero l’immediata rimozione di link a materiale non autorizzato.
Nell’ultimo mese, BigG ha ricevuto un totale di 1,2 milioni di richieste per l’eliminazione di URL che puntano a contenuti pirata, con quasi 25mila domini finiti nel mirino dei legittimi detentori. Sono tanti, se si pensa che in tutto l’anno 2009 erano stati segnalati appena 250mila indirizzi web.
DALL’ITALIA – Dall’Italia, quando era sotto il Governo Berlusconi, partì una richiesta della Polizia di Stato, scrive Google nel suo report, che chiese di rimuovere da Youtube un video che critica il primo ministro e simula un suo assassinio con un fucile. Google obbedisce.
Dopo la prima rimozione, Google ha registrato 36 domande di rimozione di contenuti fino a qualche tempo fa perché diffamatorie, lesive della privacy, dai contenuti volgari ed offensivi, critici nei confronti del Governo. Dall’Italia, sono arrivate anche richieste di informazioni (molte delle quali per necessità investigative) sui profili di 1236 utenti.
Ormai, come ha spiegato in un post del senior copyright counsel Fred Von Lohmann, i meccanismi di rimozione sono diventati velocissimi, vicini alle 11 ore dalla takedown request in base ai principi del Digital Millennium Copyright Act (DMCA).
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