Gli autotrasportatori riuniti nel movimento Forza d’urto – a cui hanno aderito anche il movimento dei Forconi e l’Aias – hanno imposto blocchi in numerose strade e autostradedell’Isola.
Il costo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata, sono le motivazioni alla base della protesta che si concluderà alle 24 di venerdì prossimo.
“Noi stiamo soffrendo di più rispetto al resto d’Italia – spiega il presidente dell’AiasGiuseppe Richichi - perché siamo periferici. Abbiamo più volte chiesto l’intervento dello Stato in maniera da non allontanarci ulteriormente dall’Europa, ma non siamo stati ascoltati. Il nostro è uno sciopero spontaneo che non vuole produrre un eccessivo caos e che ci auguriamo vedrà l’adesione di tutti i siciliani. Ma è necessario perché ormai siamo con le spalle al muro. Non ci saranno le situazioni che si sono venute a creare nel 2000. Noi non vogliamo danneggiare nessuno. Ci fermiamo solo per il bene della Sicilia”.
“Siamo stanchi – aggiunge il leader del Movimento dei Forconi, Mariano Ferro - perché questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti“.
La protesta corre anche su Twitter: tra gli hashtag per seguire in diretta i blocchi,#fermosicilia e #forconi.
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