
Barcellona-Real Madrid promette sempre tanta roba e anche questa volta le aspettative non sono state deluse. Cristiano Ronaldo porta in vantaggio i suoi al 23’, poi sale in cattedra l’undici di Vilanova con una doppietta di Messi rispettivamente al 30’ e al 60’. CR7 al 68’ pareggia i conti. Non si poteva chiedere di più dai ventidue in campo, ma sono sempre otto i punti di distacco tra le due super potenze.
Sei vittorie su sei, 17 gol fatti, solo cinque subiti. L’ultima soffertissima vittoria in Liga è arrivata nell’ultimo turno di campionato al Sanchez Pizjuan di Siviglia. Un 3-2 sul filo di lana con la rete decisiva di David Villa. Il Real ha avuto un avvio di temporada a dir poco stentato, sono 8 i punti da recuperare dal Barcellona. Nella storia della Liga nessuno ha mai recuperato un gap di tale lunghezza. E’ l’eterna sfida tra Messi e Cristiano Ronaldo, è più che una partita di calcio: è il Clasico. Tensione, fair play, stretta di mano, primo pallone degli ospiti scesi in campo con l’atteggiamento giusto e un baricentro alto fin dai primi minuti, tardando l’aumento dei ritmi da parte dei blaugrana, di fatto il primo a sfiorare il vantaggio è Sergio Ramos, seguito poi da Iniesta. Si fa insistente il botta e risposta Barça-Real e sono gli ospiti a sbloccare al 23’ grazie alla rete di Cristiano Ronaldo, una rasoiata chirurgica con il sinistro sul primo palo su assist di Benzema che manda in bambola la difesa avversaria. Due minuti più tardi il francese colpirà un palo clamoroso; è devastante il Real di Mourinho, quando si fionda all’attacco sono dolori per il Barcellona. Mentre Vilanova già al 26’ è costretto a sostituire Dani Alves per problemi fisici, al suo posto entra Montoya. Il tiki-taka blaugrana è lento, non riesce a far male a questo Real finché non va in tilt la difesa ospite e Messi al 30’ risolve una mischia in area. Sembra incredibile ma il pareggio del Barcellona è immeritato, il Real stava giocando molto meglio ma ha commesso un gravissimo errore in fase difensiva. D’altronde il Clasico non delude mai, 1-1 e lo spettacolo continua. Tuttavia, dopo il goal il Real non si è più reso pericoloso e Ronaldo è scomparso dal gioco; bene invece il Barcellona che tiene il baricentro alto e torna in vantaggio nel possesso palla. Termina così il primo tempo, le emozioni non sono mancate.
Si riparte senza alcun cambio da entrambe le parti. Un rigore netto non assegnato al Barça (Pepe frana su Don Andrés Iniesta), una punizione sulla barriera di CR7 e quattro cartellini gialli segnano il primo quarto d’ora della ripresa in cui non si è visto molto sul piano del gioco. La Pulce però non è d’accordo sulla piega presa match e su punizione esegue una pennellata vincente al 60’: parabola che supera la barriera e s’insacca nell’angolino alla sinistra di Casillas, nulla da fare per il portiere del Real. Goal fantastico, Barça avanti 2-1. E Ronaldo? Dapprima è autore di una rovesciata piuttosto malfatta, al 60’ poi, su assist al bacio di Ozil, taglia dietro ai difensori del Barça addormentanti e solo davanti a Valdes non sbaglia. Tutto da rifare, ma che partita di quei due fenomeni in campo. Il secondo tempo non è certamente bellissimo, ma è sicuramente avvincente. Messi ha la colpa di accendersi solo ad intermittenza, ma quando gioca regala spettacolo; il Real col passare dei minuti diventa timoroso nonostante il 2-2 e un Cristiano Ronaldo più che raggiante. Inevitabilmente le squadre si allungano nei minuti finali, i due tecnici adoperano i cambi a disposizione, Mourinho sfrutta il buon momento di Kakà richiamando in panchina Ozil. Pazzesco il finale, attaccano entrambe ma l’occasione più grossa è di Montoya che stampa il pallone sulla traversa. A venti secondi dallo scadere Pedro sciupa clamorosamente la palla match. Finisce qui, 2-2 che fa contento forse più il Barça.
Andrea Cardinale
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