Detto che se fossimo allenatori, e dovessimo incontrare il Milan, Ibrahimovic preferiremmo vederlo sempre in tribuna piuttosto che in campo, l’assenza dello svedese – probabilmente – non è stata accolta con altrettanto entusiasmo in casa Juventus. Prima di tutto perché Conte è di quelli che “Non guardiamo a chi c’è di fronte, pensiamo a noi stessi, al di là di chi gioca dall’altra parte cercheremo di imporre il nostro gioco, come facciamo sempre” (stralci di conferenza stampa che andrà in onda alle 14, ma anche per motivazioni più strettamente tattiche).
Sembrerebbe un paradosso, ma il Milan senza il lungagnone svedese è più imprevedibile, perché meno Ibra-centrico. Chiariamo: Ibrahimovic sul fronte d’attacco fa tutto, il centravanti puro, il bomber, il fantasista, il rifinitore, l’assist-man, si allarga sulla fascia per lasciare il centro agli inserimenti dei compagni (soprattutto Boateng). Ecco, appunto, fa quasi tutto lui. Se in giornata storta, o se eccezionalmente la difesa riesce a prendergli le misure (che è un po’ la stessa cosa, perché se è in giornata non c’è difesa che tenga), il Milan è praticamente ingabbiato. Spesso, in questi casi, la soluzione alternativa passa dalle incursioni senza palla di Boateng (in dubbio pure lui, però…) o di Nocerino (ex dal dente avvelenato). Volendo guardare il bicchiere rossonero mezzo pieno, tuttavia, va anche detto che per come è strutturata fisicamente e tecnicamente la difesa bianconera, l’assenza di un punto di riferimento potrebbe preoccupare non poco Conte. Barzagli-Chiellini e – soprattutto – Bonucci, hanno già dimostrato di patire avversari rapidi, tecnici e sfuggenti in passato e non c’è identikit più preciso per identificare un ipotetico trio Emanuelson-Robinho-Pato (senza contare le soluzioni d’emergenza Maxi e El Sharaawi che a livello di caratteristiche non hanno nulla da invidiare all’ipotetico terzetto titolare).Già contro l’Udinese e a Cesena il Milan senza Ibra ha dimostrato di perdere in peso offensivo, ma ne ha guadagnato nella manovra, nel cambio di ritmo e nella velocità di ribaltamento di fronte. Immaginatevi Pato fisso su Bonucci… (già vediamo il rivolo di sudore apparire sulla fronte dei tifosi bianconeri).
La stessa cosa era successa l’anno scorso quando, in assenza di Ibra, Pato e Robinho avevano trascinato la squadra allo Scudetto. “Facciamo molta più fatica senza Ibra – aveva detto Allegri in quel periodo – perché con lui possiamo permetterci il rilancio lungo e rifiatare ogni tanto, invece con Pato e Robinho dobbiamo sempre uscire palla al piede. E’ sicuramente più bello da vedere, ma anche più dispendioso”.
E – aggiungiamo noi – più pericoloso per una difesa statica e un po’ macchinosa come quella della Juve. “Sono sicuro che Conte sarebbe felice di non ritrovarsi di fronte Ibra. Io lo sarei”, ha detto Ancelotti di recente alla Gazza. Ne siamo convinti anche noi. Però, siamo altrettanto convinti che Emanuelson-Robinho e Pato non lo faranno comunque dormire stanotte…
Andrea Cardinale
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