
Dopo qualche mese di calma apparente, Terzigno torna a far parlare di sé. Questa volta i protagonisti non sono gli amministratori comunali ma il segretario comunale, Vito Gaetano, che durante il consiglio comunale del 30 Aprile si è lasciato andare ad una piccola esternazione volgare. Durante il consiglio si è scatenato un putiferio tale che gli esterni non hanno ben compreso le vicende, siamo quindi andati dal nostro amico consigliere, Avv. Salvatore Annunziata, che come sempre ha aperto la porta del suo studio per rispondere alle nostre domande.
Cosa è successo durante il consiglio comunale?
Nulla di eccezionale, sono state lette le interpellanze a cui non era stata data risposta dall’assessore agli affari generali. La più importante era circa l’incompatibilità del segretario comunale alla luce del reato di peculato commesso nei confronti del comune di Terzigno. Posizione di incompatibilità che sostengo dall’inizio dell’amministrazione nei confronti del segretario che si è venuta a palesare quando si è scoperto che per ben tre anni hanno tenuto nascosto questa sentenza d’appello che se da un lato dichiara l’intervenuta precrizione rispetto al reato commesso, però condanna gli imputati al risarcimento dai danni in sede civile al comune. I consiglieri comunali non hanno saputo niente in quanto il vicesindaco ha sostenuto che in una riunione tra gli amici della maggioranza hanno commesso un errore ed hanno tenuto le carte nascoste. Finita la discussione sulle due interpellanze perché non vi è stata risposta né dibattito in quanto la maggioranza non ha inteso dire che pensiero si era fatta circa la posizione del segretario. Siamo passati al terzo punto dell’ordine del giorno circa l’approvazione di un regolamento consiliare di contabilità. Il consigliere Franco Annunziata ha sottolineato l’incompletezza degli atti che questa maggioranza porta in consiglio comunale, atti che devono passare per il segretario. Si è scoperto che non si trattava di una proposta da presentare in consiglio comunale ma di una proposta da presentare in giunta. Tale proposta doveva essere ritirata, ma mentre il consigliere Annunziata riferiva ciò all’assessore, il Segretario si è lasciato andare ad un pensiero ad alto voce dicendo che i consiglieri comunali dell’opposizione gli avevano, letteralmente, “cacato il cazzo”. Mi sono sentito il dovere di intervenire, perché ritengo che non si possa offendere la presenza di un assessore donna presente in consiglio comunale, né tantomeno si può offendere il lavoro che i consiglieri di minoranza svolgono con fatica in virtù della volontà degli elettori. All’invito di voler verbalizzare la sua dichiarazione, il segretario ha frapposto un diniego, si è inalberato e mi ha minacciato, a punto tale sono intervenuti i vigili per allontanarlo dall’aula. La mia dichiarazione non è stata messa a verbale, e non so se verrà riportata come precrizione perché non ricordo se le mie esternazioni sono avvenute a microfono o meno. Al ritorno in aula il segretario ha dichiarato di non aver detto nulla, tant’è che alcuni consiglieri, sia della maggioranza che dell’opposizione, hanno dovuto confermare di aver sentito. Lo stesso sindaco l’ha dovuto confermare, così come dall’assessore. Il sindaco avrebbe voluto replicare al segretario, ma gli ho sconsigliato di farlo, in quanto è il Presidente del Consiglio a dover intervenire in queste situazioni. Cosa che spero avvenga nel prossimo consiglio comunale, in quanto gli ho inviato, insieme all’agenzia dei segretari comunali campana ed alla prefettura, una missiva in cui racconto i fatti accaduti. Ho inoltre aggiunto che non parteciperò ai prossimi consigli comunali se non ricevo risposta in merito all’incompatibilità del segretario comunale ed ai fatti in essa raccontati.
All’inizio del consiglio comunale, iniziato con un ora di ritardo, i sono stati dei consiglieri della maggioranza che hanno fatto slittare il consiglio di un altro quarto d’ora. Come hai letto questa mossa?
Non è la prima volta che i consigli iniziano solo perché la minoranza non ha fatto mancare il numero legale. Di soluti il far mancare il numero legale è una prerogativa della minoranza per far notare che la maggioranza non ha numeri. A discussione inoltrata si fa un conto e la minoranza si alza per chiedere la verifica del numero legale. Questa volta ero convinto che fossimo in 12, compresi i 4 dell’opposizione. Come al solito abbiamo annunciato che avremmo fatto iniziare i lavori in quanto i primi punti era interpellanze nostre, non avevamo quindi interesse a sbeffeggiare la maggioranza ed interrogare il sindaco in merito alla mancanza dei consiglieri di maggioranza. Mentre facevano l’appello, ho sentito dire “manca il numero legale” ed ho chiesto “ma si è alzato qualcuno della minoranza?”, “no si sono alzati quelli della maggioranza” e siamo arrivati a quota 10. Di solito questo lo si fa prima del consiglio comunale, non venendo proprio, non essendo presenti per poi tirarsi fuori. Forse qualcuno aspettava che gli altri fossero presenti per far accollare anche ad altri la propria responsabilità, magari in merito ai debiti fuori bilancio. Di logico ha poco perché noi saremmo rimasti, in quanto far mancare i numeri per debiti fuori bilancio significa innescare altre cause legali. Anche se alcuni debiti fuori bilancio approvati non sono stati pagati perché, a detta della dirigente dell’area finanziaria, non ci sono soldi.
Noi saremmo rimasti anche per approvare il rendiconto, io almeno sarei rimasto, perché non far approvare il rendiconto avrebbe significato sciogliere il consiglio comunale. Reputo che la peggiore amministrazione, per non scaricare sempre il barile al Sindaco, che avrà le sue responsabilità ma al quale offro sempre un salvagente di rispetto ad una condivisione di responsabilità in capo anche ad altre persone di cui lui si fida al punto di nominarli assessore ma che gli fanno più guai che altro, il rendiconto è stato poi approvato grazie all’apparizione miracolosa di altri 4 consiglieri della maggioranza. Alla fine erano 10, quindi ancora non sufficienti a far partire i lavori del consiglio comunale.
Al sindaco dico che se queste sono le premesse, forse deve rivedere un po’ tutto e cercare di aprire ad un inciucio, che non mi è mai piaciuto, ma visto lo stato attuale delle cose, forse cercare di capire se c’è motivo di andare avanti, se ci sono persone che vogliono aiutare per andare avanti, in cambio di nessuna poltrona. Se ci sono le condizioni è bene, altrimenti tirare a campare non giova ad uno soltanto, Domenico Auricchio, perché alla fine passerà le forche caudine di una sfiducia di mandato, per la seconda volta. La prima volta non aveva i numeri in partenza, dovendo fare accordi con chi aveva vinto al primo turno, oggi non ha scusanti, ne aveva 13 di consiglieri, diventati poi 16. Di questi ci troviamo sempre in 8 o 9 consiglieri della maggioranza.
Toglici una curiosità, realmente, nel consiglio comunale di Terzigno, la minoranza da chi è composto? Non mi interessa sapere i loro nomi, voglio capire chi di loro è da questo punto di vista.
I partecipanti attivi debbano essere i capi gruppo. Perché vi sono anche regole democratiche che impongono che parli una persona. Se ne parlano più di loro significa che il gruppo non è tanto gruppo. Noto anche che gli interventi sono fotocopie degli interventi precedenti, ci si sente quindi il bisogno di intervenire per poter comparire nelle precrizioni. I gruppi sono 3: PD, insieme per Terzigno, ed io che non ero gruppo, poi sono diventato membro di un gruppo insieme ad un consigliere comunale, che era diventato orfano del suo gruppo che non si è ben capito che fine abbia fatto. Io mi sono reso orfano da solo del gruppo dell’UDC in quanto aveva già scelto in ballottaggio di appoggiare Auricchio, me ne sono tirato fuori. nel momento in cui c’è stata l’opportunità insieme al consigliere di maggioranza, ne ho approfittato per costituire questo gruppo misto. Il solo fine è quello di avere la possibilità di ricevere le delibere di giunta, in quanto c’è questa prassi del segretario che invia le delibere solo ai capogruppo.
Non mi sono mai trovato di fronte ad un presidente del consiglio comunale che facesse parlare tutti i membri della minoranza. Forse per far durare il consiglio almeno un ora, altrimenti durerebbe 4 minuti. Tra i membri della maggioranza purtroppo non si hanno mai interventi. Nel gruppo del PD intervengono sempre 3 persone. Per le intenzioni do voto dovrebbe essere consesso al solo capogruppo, invece ci da la possibilità di votare tutti.
Visto che c’è il gruppo della maggioranza, si è mai pensato di creare dell’opposizione. Ci sono 6 consiglieri, di cui esistono 2 gruppi. C’è la volontà di creare un gruppo unico per poter fronteggiare la maggioranza.
Il problema è politico, in particolare per quelli del PD. Inizialmente ho tentato di fare una discussione del genere, poi quando sono rimasto da solo, in occasione di un interpellanza sulle case a via delle camelie, ho deciso che era meglio se la preparavo da solo. Io non mi tiro indietro, se si deve far gruppo bisogna farlo sempre, non solo per le cose che ci fanno comodo. Nel PD ci sono 3 interventi perché, forse, ci sono 3 diverse strade che vogliono seguire, che possono essere lette come diverse strade che vogliono seguire alle prossime comunali.Se avessi fatto parte di un gruppo di 3 o 4 consiglieri, avrei preferito che su una problematica intervenisse uno, prettamente discusso in una riunione di preconsiglio, e su un’altra intervenisse un altro. Da solo mi devo redarguire, perchè quando ero in maggioranza 4 anni fa, mi ritrovavo ad essere l’unico a dover ribattere a quelli dell’opposizione. La crescita si ha col confronto, e la crescita si ha semplicemente dicendo: ciao, per poi passare a ciao, come stai, che ne pensi dello scorso consiglio comunale? In modo tale da avere più pensieri nel consiglio comunale.
Magari senza leggere i pizzini
Senza leggere i pizzini o non pensando che come qualche volta sento dire, per loro basta la riunione di preconsiglio e che quindi quanto detto li a loro basta. Ma se perviene qualche informazione nuova, nessuno è in grado di poter ribattere o quantomeno dire: “quanto sono cretini i consiglieri dell’opposizione”…mi piacerebbe sentirmelo dire.
Il problema è a monte: se quando prepari le liste elettorali punti sulla quantità e non sulla qualità, questi sono i risultati.
Oggi amministrare un comune è come gestire un azienda, il cui obiettivo non è tanto avere un profitto ma quantomeno uno 0 tra le partite in entrate ed uscite. Mi chiedo, i proprietari della Fiat, Elkan e Agnelli, se avessero ragionato come l’elettore terzignese, della fiat non ci sarebbe più traccia. Loro hanno delegato, nonostante le loro capacità, l’amministrazione della Fiat ad un soggetto che non è né il figlio della nipote né il ragazzo della cugina del cognato. Reputo quindi che se continuiamo a ragionare con chi vota lo zio della ragazza del figlio io me ne tiro fuori.
Una domanda sul futuro. Hai detto che potresti essere colui che propone di costituire un gruppo senza la pretese di voler fare il sindaco.
Ma nemmeno consigliere.
E allora cosa proponi: facciamo gruppo ma non mi candido? Poniamo i essere nel 2015, cosa proponi in vista delle comunali?
Sarò affianco di un gruppo che si popone di considerare Terzigno come una piccola impresa, indipendentemente dal sindaco. Se dovesse accadere nell’aria del centrodestro ne sarei maggiormente lieto. Chi si propone in questi termini avrà il mio voto.
A quel punto è entrata la sua segretaria che, con fare minaccioso, gli ha ricordato che nella vita fa anche l’avvocato e che forse era il caso di ricevere anche i suoi clienti. Fortunatamente per noi avevamo ormai ben chiara quale era stata la dinamica del consiglio e a chi possano essere o meno attribuite le colpe. Per quanto riguarda la sua dichiarazione “non mi candido, nemmeno come consigliere”, io ed i miei colleghi di Terzigno abbiamo storto il naso, perché si sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e Salvatore con l’avvicinarsi della campagna elettorale, il vizietto di candidarsi non riesce proprio a perderlo.
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