In questi mesi abbiamo capito che il Professore ama le statistiche e sta costruendo il futuro dell’Italia proprio sui numeri. Anche ieri, in conferenza stamapa, Mario Monti ha parlato della crisi e dei costi umani della crisi che morde “da quattro anni”, ed e’ destinata a “durare ancora un po’”, e richiede sacrifici e pesa sulla vita delle persone.
”La parola crescita e’ la piu’ invocata in Europa, in Italia e a livello di G20, direi, ogni giorno vediamo gli effetti drammatici della crisi economica e finanziaria che si prolunga da piu’ di quattro anni e che sta imponendo un prezzo altissimo in termini economici, sociali, umani alle famiglie, ai giovani, ai lavoratori, alle imprese. Sappiamo pero’ quale sarebbe stata la disperazione se l’Italia fosse caduta nel baratro del fallimento e del default del suo debito sovrano. Siamo ancora per un po’ in condizioni difficili anche per decenni di decisioni che hanno lasciato drammatici effetti negativi. Il compito e’ appena cominciato, ci battiamo ogni giorno per continuare a evitare un drammatico destino come quello della Grecia: Le cifre di questi giorni danno il bilancio della devastazione che la crisi ha portato alla Grecia, anche la’ molto piu’ che in Italia per gravissimi errori di condotte del passato. E’ li’, ricorda Monti, che ci sono stati tagli enormi nel numero dei dipendenti pubblici, negli ultimi due anni, ci sono stati 1725 suicidi. Questo e’ quello che in Italia cerchiamo di invertire per non precipitare in quel precipizio.”
Certo, in Italia, non abbiamo avuto 1725 ma anche quì un suicido al giorno fa male, molto male. Stiamo parlando di vite umane che si arrendono alla crisi, che non sopportano più di vivere nella miseria, non stiamo parlando di spread e statistiche. Il problema è che per “non finire come la Grecia” dobbiamo subire di tutto e di piu’. Certo, non per colpa di Monti, però quelli che fanno “sacrifici” hanno bisogno di un futuro, non di in un Paese pieno di incertezze, anche perchè, ora, questa è l’Italia.
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