Zapatero ha deciso di ritirarsi: l’enfant prodige della sinistra europea va in panchina. Il premier spagnolo, Josè
Luis Zapatero, ha annunciato che non si ricandiderà alle elezioni del 2012. Per il leader del Partito socialista (Psoe) si chiude quindi un’era, dopo aver guidato ininterrottamente il governo
iberico dall’aprile 2004. Nel marzo 2008 era stato nuovamente eletto alla guida dell’esecutivo. Verrà ricordato sicuramente per aver portato un grande sviluppo alla Spagna nella sua prima legislatura, ma per sua sfortuna verrà ricordato anche come colui che ha illuso gli spagnoli, facendoli passare dalle stelle alle stalle in poco tempo. La Spagna non ci ha superato economicamente, e probabilmente avrà molti anni di sviluppo zero, ma di sicuro ci viene insegnata l’alternanza politica, che in Italia solo a parole mettiamo in atto. Nascono partiti ogni anno, con presunti progetti innovativi, eppure sempre le stesse facce li guidano. Berlusconi è in politica da 17 anni, sembrano tanti, ma in realtà è il più giovane delle compagnia. Fini, Casini, Bersani e Bossi sono in politica da decenni, vivono solo per la politica, non avendo un lavoro al di fuori di essa. E’ ridicolo sentire i leaders del PD,UDC E FLI, proporsi come una forza politica nuova, dato che sono in politica dagli anni 70. Il male dell’Italia è proprio questo: i nostri politici vivono di politica, e pur di rimanere dentro il giro, passano da un carro all’altro, promettendo l’impossibile e il giorno dopo rimangiandosi tutto, andando contro il pensiero ,espresso poco prima. In tutte le nazioni occidentali i partiti rimangono sempre, ma i loro leaders cambiano, attuando in concreto l’alternanza politica. Zapatero è l’ultimo esempio che dovrebbe aprirci gli occhi. Chi si propone come cambiamento oggi a Berlusconi, è politicamente più vecchio dello stesso premier, se questo vuol dire cambiare, siamo messi veramente male.
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Valerio Orlando
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