Ormai ci siamo, il sipario sta per calare. Sei le giornate al termine del campionato: sei partite in cui può ancora succedere di tutto. Ora che le partite da giocare non sono numerose (si fa per dire) è giusto proporre una tabella che chiarisca e definisca al meglio i ruoli in questo avvincente finale di stagione. Il calendario è “compresso”: tra anticipi, posticipi, infrasettimanali scelti e forzati, si giocheranno cinque partite in sedici giorni, praticamente in campo ogni tre. Una settimana di pausa tra una gara e l’altra l’avremo solo tra la penultima e l’ultima giornata: ma in quei giorni i giochi potrebbero anche essere già definiti.
A cominciare dalla lotta Scudetto, cui a contenderselo sono Juventus e Milan, in rigoroso ordine di classifica. La formazione di Conte rischia tantissimo contro la Roma, poi andrà in trasferta su campi non impossibili come quelli di Cesena e Novara. Il Lecce alla terzultima e il Cagliari (a Trieste) alla penultima potrebbero riservare sorprese. Poi l’Atalanta per chiudere, ma a questo punto i giochi potrebbero anche essere già fatti. Soprattutto perché il Milan, che ha davanti quattro partite da 12 punti potenziali sulla carta (Bologna, Genoa, Siena e Atalanta), nella penultima se la vedrà con l’Inter, in una stracittadina che promette scintille. Si chiude a San Siro contro il Novara: per la festa scudetto o per i rimpianti di chi non ha vinto niente? Discorso Europa: in testa la Lazio a quota 54, seguono Udinese a 51, Roma a 50, Napoli e Inter a braccetto con 48 punti in tasca. Di queste cinque squadre una rimarrà con l’amaro in bocca. Il Napoli è in crisi nera, Roma e Inter procedono ad alti e bassi, così come l’Udinese fino a qualche partita fa: l’unica più o meno costante è la Lazio, ma la probabile assenza di Klose da qui alla fine della stagione complica non poco i piani di Reja. Tutte comunque ancora in corsa, almeno fino alla fine, perché l’andamento lento delle cinque “sorelline” tiene i giochi assolutamente aperti. A risultare decisivi saranno molto probabilmente gli scontri diretti: la Lazio ne ha due (Udinese alla 35esima e Inter all’ultima), così come Udinese (Inter e Lazio, una dietro l’altra) e Inter (Udinese e Lazio, ma i nerazzurri devono ancora affrontare Fiorentina e Milan). Il calendario migliore è quello del Napoli (da cinque stelle solo la trasferta a Roma contro i giallorossi), mentre la squadra di Luis Enrique, prima di un finale piuttosto agevole con Chievo, Catania e Cesena – dovrà cercare di passare indenne le sfide contro Juventus, Fiorentina e Napoli. Attenzione: il Napoli è già sicuro dell’Europa League (la Juve andrà in Champions). Laddove riuscisse ad arrivare almeno quinto, anche la sesta andrà in Europa. Non è così, Catania?
Zona salvezza, la più drammatica. Due spacciate, Cesena e Novara, le altre sono in corsa, anche se pare onestamente difficile considerare “a rischio” Palermo, Atalanta, Bologna e Siena (che però ha bisogno di ancora qualche punticino). Più facile che a giocarsi la salvezza siano allora le altre (Parma, Cagliari, Fiorentina, Genoa e Lecce), ma molto, anzi tutto dipenderà dal Lecce. La quota salvezza (che difficilmente sarà di 40 punti) la stabilirà l’andamento della formazione di Cosmi, che però ha un calendario terribile: Lazio, Napoli, scontro diretto con il Parma, Juventus, e poi Fiorentina e Chievo nelle ultime due giornate. Fiorentina e Genoa non stanno bene, e potrebbero anche accusare la poca abitudine alle zone basse della classifica. Un po’ come la Sampdoria lo scorso anno: e tutti ricordiamo com’era andata.
Andrea Cardinale
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