Il Chelsea in dieci per 54′ (espulso Terry) blocca su 2-2 il Barcellona, che dopo la Liga vede sfumare anche la Champions. Blaugrana avanti con Busquets e Iniesta tra il 37′ e il 42′ subiscono il gol di Ramires in chiusura di tempo. Nella ripresa Messi sbaglia un rigore e Torres segna il 2-2 al 91′.
Impossible is nothing. L’ennesima testimonianza si è avuta anche in questa semifinale di Champions in cui il Chelsea di Roberto Di Matteo, uno che fino a pochi mesi fa faceva il vice allenatore, esce indenne dal Camp Nou in dieci contro undici per quasi un’ora (espulso Terry al 36′ per una ginocchiata stupida a palla lontana su Sanchez) e ottiene un 2-2 che nessuno due settimane fa poteva nemmeno pronosticare. Una settimana da favola quella del Chelsea, mentre da incubo quella del Barcellona che dopo il ko nel Clasico sabato, che ha consegnato la Liga al Real Madrid, vede svanire anche la possibilità di conquistare la terza finale negli ultimi quattro edizioni di Champions League. Come successo due anni fa al Camp Nou contro l’Inter però i blaugrana si sono scontrati contro un muro: quello eretto dal Chelsea che ha giocato due partite impeccabili a livello difensivo ed è stato spietato nelle pochissime occasioni avute. I Blues oltre che una gara accortissima aono stati incredibilmente cinici sotto porta. Due tiri e due gol in questa semifinale di ritorno, tre reti su tre occasioni create se si considera anche la partita d’andata. I blaugrana le hanno provate tutte hanno segnato due gol in cinque minuti sul finire del primo tempo ma, dopo il gol di Ramires allo scadere del primo minuto, non sono riusciti a sfondare la barriera eretta dal Chelsea che nella ripresa ha rischiato solo in due circostanze: sul rigore calciato sulla traversa da Messi (in ombra come poche nella sua carriera) e su un palo sempre preso dalla Pulce, in giornata no. Per i blaugrana è la fine del ciclo? Difficile dirlo con certezza, però i segnali ci sono tutti. Come al solito Pep Guardiola stupisce tutti e per questa sfida da dentro o fuori rinuncia a Dani Alves e propone un centrocampo con tanti piedi buoni con Fabregas, Iniesta e Zavi tutti contemporaneamente in campo. In difesa come previsto c’è il ritorno di Piqué a guidare la difesa a tre con Puyol e Mascherano ai lati. A centrocampo Busquets gioca schermo davanti alla difesa con Xavi e Fabregas ai lati. Iniesta gioca alle spalle del tridente formato da Sanchez, Messi e Cuenca. Di Matteo invece risponde non cambiando nulla rispetto a sei giorni fa. Difesa a quattro con Ivanovic, Cahill, Terry e Cole a centrocampo Mikel e Meireles fungeranno da schermo mentre Ramires, Lampard e Mata assisteranno Didier Drogba, man of the match all’andata.
Pronti via ed è il Barcellona a fare la partita e ad assediare il Chelsea che è venuto qua al Camp Nou per difendere il gol di vantaggio all’andata. I blaugrana portano a mille e vanno vicinissimo al vantaggio con Messi che al 4′ dopo un triangolo con Sanchez spara col destro sull’esterno della rete. Per il Chelsea come se non bastasse l’assedio del Barça arriva la brutta notizia dell’infortunio di Cahill che è costretto a lasciare il campo per un presunto stiramento e lasciare il posto a Bosingwa. Non è l’unico ad avere problemi fisici perché al 15′ tutto lo stadio rimane senza fiato per uno scontro durissimo fra Victor Valdes e Piqué. Il difensore subisce una bruttissima botta al collo e alla testa ma prova comunque a stare in campo per qualche minuto prima di chiedere il cambio alla panchina e essere portato in ospedale per accertamenti (dentro Dani Alves al suo posto). Senza Piqué il Barça continua a fare la partita al 34′ vede i suoi sforzi ripagati: Dani Alves al limite dell’area, stoppa un pallone rinviato dalla difesa del Chelsea, e al limite dell’area allarga a sinistra per Cuenca con un intelligente assist rasoterra in orizzontale per Busquets che a porta vuota mette il pallone in rete. I colpi di scena non sono finiti qui perché due minuti dopo John Terry si fa prendere dalla follia e rifila una ginocchiata gratuita e senza senso a Sanchez. La terna vede tutto ed espelle il capitano dei Blues. Per la squadra di Di Matteo non sono finite qui per al 41′ il Barcellona con grande killer instict trova il 2-0: Sanchez in orizzontale allarga per Messi che allarga per Iniesta che con un rasoterra di destro batte Cech in uscita. In 10 e in vantaggio di due gol tutti pensano che la partita sia chiusa ma il Chelsea ha orgoglio e cuore e proprio nel minuto di recupero del primo tempo trova il gol: lancio illuminante in profondità di Lampard che prende d’imbucata la difesa del Barça, Ramires dalla destra entra in area e batte Victor Valdes con un pallonetto calibrato e perfetto. Camp Nou gelato e Blues che rivedono la qualificazione. La ripresa si apre con l’episodio che potrebbe cambiare tutto: minuto 47, Iniesta e Fabregas dialogano nello stretto, l’ex Gunners si incunea in area e viene atterrato da Drogba. L’arbitro Cakir non ha dubbi e concede il penalty. Messi va sul dischetto ma incredibilmente calcia il pallone sulla traversa. Per la Pulce si tratta del terzo penalty fallito in campionato su 13 calciati. Un errore pesantissimo che condiziona la partita del fenomeno argentino e del Barcellona, che assedia il Chelsea che resta arroccato con tutti i 10 effettivi a difesa del risultato, ma non trova spazi e troppe occasioni. Il tempo passa e il Barça non riesce ad allargare le maglie della difesa del Chelsea che rischia grosso solo su un tiro di Cuenca (che spara su Cech) e all’81′ su un guizzo di Messi che con un sinistro dal limite colpisce il palo confermando la sua maledizione col Chelsea (squadra a cui non ha mai segnato). Più passano i minuti più il Chelsea vede il sogno vicino a realizzarsi, Mascherano prova a cambiare il destino all’88′ con un destro deviato da Cech in angolo. Il Barça prova gli ultimi assalti ma proprio nei minuti subisce il gol beffa dal neoentrato Torres che su un rilanciato dalla difesa di Cole si invola verso la porta di Valdes, scarta il numero uno del Barça e mette la palla in rete completando un’impresa da urlo. Il Chelsea in finale, il Barcellona a casa. Impossibile da pronosticare. Ma come diceva lo slogan di una Impossibile is nothing.
Andrea Cardinale
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