Va ai colchoneros la finale della seconda competizione calcistica europea, surclassando meritatamente a Bucarest l’Athletic Bilbao 3-0. Apre Falcao 6’, raddoppia il colombiano al 35’, arrotonda Diego a cinque minuti dallo scadere. I colchoneros bissano così il successo ottenuto a Dublino nel 2010. Per Simeone è il suo primo trofeo europeo da allenatore.
Bucarest parla spagnolo solo per una notte, quella della finale “in famiglia” tra Atletico Madrid, già campione nel 2010 battendo la rivelazione Fulham, e l’Athletic Bilbao, squadra basca che ha sfiorato quella che una volta si chiamava Coppa Uefa nel lontano 1977 (vinta dalla Juventus). Teatro dell’epilogo è lo Stadionul National di Bucarest in Romania, paese che per la prima volta ospita un importante finale di un torneo europeo. L’ultimo atto presenta anche un derby argentino: da una parte il tecnico dell’Atletico Madrid Diego Simeone, imbattuto (8 vittorie su 8) in Europa League da quando siede sulla panchina dei colchoneros; dall’altra Marcelo Bielsa, el loco, che arriva alla finale di Bucarest dopo aver eliminato nell’ordine Manchester United, Schalke 04 e Sporting Lisbona. Sta sicuramente meglio l’Atletico Madrid che, battuto il Malaga, sogna ancora l’accesso alla prossima Champions League. L’Athletic Bilbao, dal canto suo, dopo il pari interno col Getafe, deve sperare di vincere in Europa League perché è l’unica strada rimasta per prendere parte alla prossima edizione. Si comincia subito nel segno colchoneros, mettono la firma sulla prima azione pericolosa di gioco e al 6’ sbloccano il risultato con un capolavoro di Falcao: palla sulla corsa per il colombiano che in area punta Amorebieta, finta, controfinta, palla sul sinistro e conclusione telecomandata all’incrocio dei pali lontano. Nulla da fare per Iraizoz. E per i baschi è un avvio tremendamente in salita, prova ad alzare il ritmo, talvolta andando in fuorigioco con Llorente ma l’Atletico si sta difendendo senza grandi problemi dopo il gol del vantaggio. Sfiorato il pareggio in due occasioni, Llorente sfiora il palo prima, Courtois respinge una conclusione velenosa di Muniain, ma l’undici di Bielsa fa fatica a sfondare per vie laterali. La chiave della partita è ripartire: il gioco di assonanza delle parole aiuta a comprendere il concetto elementare dell’Athletic, soprattutto quando comincia ad aumentare i ritmi di gioco e l’Atletico sembra soffrirne, quando al 35’ raddoppia la stella della serata e del torneo: un clamoroso svarione di Amorebieta permette ad Arda Turan un’incursione a centro area per Falcao, prima una finta e poi conclusione sotto la traversa. Per i baschi la situazione si fa contorta, provano a ricostruire i pezzi ancora riparabili, ma il loro gioco è prevedibile e poco incisivo e Bielsa l’ha capito bene, sicuramente opterà un cambio tattico nell’intervallo. Che arriva portando le compagini al riposo sul 2-0 per l’Atletico Madrid e un Falcao sugli scudi.
Si ricomincia con due cambi voluti da el loco per porre rimedio immediato al risultato: dentro Inigo Perez e Gomez al posto di Aurtenexte e Iturraspe, entrambi spenti e per nulla pericolosi. L’avvio, però, è sempre di marca Atletico dapprima con un sinistro velenoso di Arda Turan, poi tocca a Diego e Adrian Lopez a creare scompiglio nella difesa basca con ottimi risultati, nonostante la sfera non riesca ad entrare in porta. Piccolo dettaglio quest’ultimo al momento. Morale della favola? Pochi spazi per la manovra dell’Athletic in quest’inizio di ripresa, Atletico compatto e bravo a graffiare con le ripartenze. I leoni si fanno sentire quando Inigo Perez prova a sorprendere Courtois su punizione, episodio meno pericoloso quello di Llorente nell’azione successiva, fermato da Miranda e Godin mentre cercava di girarsi. L’Atletico non dorme, anzi sfiora il 3-0 con Gabi ma l’estremo difensore basco non ha problemi a far suo il pallone. Fase statica del match, poco emozionante nonostante Simeone spinga i suoi a giocare con grande intensità, il copione resta sempre lo stesso senza opportunità di improvvisazione: un danno per l’undici di Bielsa che fatica a creare gioco sulla trequarti avversaria. Ibai Gomez dà cenni di vita, ma spara alto quando prima è riuscito a sbarazzarsi di due avversari. Pochi minuti più tardi è ancora Gomez a mettere in seria difficoltà Courtois, chiamato agli straordinari. La partita sembra rinsavire: Gabi spreca su punizione, Susaeta preme costringendo al corner i colchoneros, bella giocata di Arda Turan che poi pretende troppo su pallonetto, Susaeta ci riprova ma Courtois gli nega il piacere del goal, Falcao prova a chiudere il match definitivamente ma colpisce il palo. Cinque minuti di follia agonistica, di brividi, dai segnali di un goal apparentemente vicino e non del tutto concretizzato, ma il match non vuole riaprirsi: Diego all’85’ chiude definitivamente la partita dopo una cavalcata da centrocampo nella zona centrale. Dopo una serie di finte tira verso il palo più lontano, trovando la rete. Intanto scorrono i titoli di coda, soddisfazione anche per Simeone che supera il maestro sul campo nel migliore dei modi, magari lo rivedremo in Italia nel prossimo futuro Lazio. E’ rimasto solo il tempo della traversa di Ibai Gomez, poi arriva il triplice fischio finale e la festa può cominciare. Complimenti Simeone, complimenti Atletico Madrid: l’Europa League e vostra!
Andrea Cardinale
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